La corruzione passa alla Camera: dura vita per i discriminatori e spunta il whistleblower

22 gennaio 2016 ore 9:03, Andrea Barcariol
Una tutela "ad hoc" per chi denuncerà corruzione o illeciti compiuti dai colleghi di lavoro, sia nel pubblico sia nel privato. Lo prevede la proposta di legge approvata dalla Camera (281 sì, 71 no e 18 astenuti) che punta a introdurre nel nostro ordinamento il "whistleblowing". Il ddl, che nasce da testi presentati dal Movimento 5 Stelle e dal Pd, ora passerà al Senato per l’approvazione definitiva. Obiettivo della legge è quello di ampliare l'attuale disciplina prevista dalla legge Severino implementando la norma già vigente per gli impiegati pubblici e includendo gli enti pubblici economici e gli enti di diritto privato sotto controllo pubblico. Non solo. La norma allarga la tutela al settore privato inserendo specifici obblighi a carico delle società. Affinché la segnalazione dell'illecito sia valida, deve poi essere fatta in "buona fede" e senza dolo o colpa grave: il pubblico dipendente che segnali un fatto illecito deve infatti avere una "ragionevole convinzione fondata su elementi di fatto, che la condotta illecita segnalata si sia verificata". L'identità del whistleblower non potrà essere rivelata e a tale scopo si potrà ricorrere anche a strumenti di crittografia. Eventuali misure di discriminazione saranno sanzionate dall’Anac (Autorità Nazionale Anticorruzione) con multe da 5 a 30mila euro. Prevista anche una "Clausola anti-calunnie": se si accerta l’infondatezza della segnalazione o la mancanza di buona fede scatta infatti il procedimento disciplinare e l’eventuale licenziamento in tronco.

La corruzione passa alla Camera: dura vita per i discriminatori e spunta il whistleblower
Il governo ha espresso soddisfazione per l'approvazione della legge. Walter Verini (Pd) parla di "un contributo per combattere la corruzione, che non è solo una piaga etica e morale, ma è anche una causa di alcune difficoltà della nostra situazione economica", mentre Forza Italia attacca duramente: "E' un provvedimento ignobile, una barbarie giuridica che introduce negli ambienti di lavoro un clima invivibile di accusa segreta e di delazione" - sottolinea Francesco Paolo Sisto. Secondo Edmondo Cirielli di Fdi, il provvedimento si "avvicina agli schemi della Germania nazista e della Russia comunista".  L’associazione antimafia Libera invece lo definisce un provvedimento "fondamentale per prevenire la corruzione tutelando chi segnala illeciti e irregolarità sul posto di lavoro".
caricamento in corso...
caricamento in corso...
[Template ADV/Publy/article_bottom_right not found]