Il Papa e le donne: lavanda dei piedi per tutti. Discepole anche loro

22 gennaio 2016 ore 9:33, Andrea Barcariol
La lavanda dei piedi potrà essere estesa anche alle donne. Lo ha stabilito Papa Francesco con un decreto. "Dopo attenta ponderazione - ha scritto il Pontefice in una lettera, datata 20 dicembre, al cardinal Robert Sarah, prefetto della Congregazione per il Culto Divino - sono giunto alla deliberazione di apportare un cambiamento nelle rubriche del Messale Romano. Dispongo pertanto che venga modificata la rubrica secondo la quale le persone prescelte per ricevere la Lavanda dei piedi debbano essere uomini o ragazzi, in modo tale che da ora in poi i pastori della Chiesa possano scegliere i partecipanti al rito tra tutti i membri del Popolo di Dio. Si raccomandi inoltre che ai prescelti venga fornita un’adeguata spiegazione del significato del rito stesso". È dal 1955, dalla riforma dei riti della Settimana Santa promulgata da Pio XII, che si era introdotta la possibilità per il celebrante di ripetere il gesto compiuto da Gesù con gli apostoli, lavando i piedi a dodici uomini. 
Il Papa, quando ha celebrato personalmente il rito della "lavanda dei piedi", sia prima a Bueons Aires sia poi a Roma, in luoghi come carceri o case di accoglienza, ha scelto anche donne o ragazze per la "lavanda dei piedi". Nella lettera a Sarah, Bergoglio esprime "l'intento di migliorarne le modalità di attuazione, affinché esprimano pienamente il significato del gesto compiuto da Gesù nel Cenacolo, il suo donarsi fino alla fine per la salvezza del mondo, la sua carità senza confini".

Il Papa e le donne: lavanda dei piedi per tutti. Discepole anche loro
Nel decreto che riforma il rito, il card. Sarah indica ora che "i pastori possano scegliere un gruppetto di fedeli che rappresenti la varietà e l'unità di ogni porzione del popolo di Dio
. Tale gruppetto può constare di uomini e donne, e convenientemente di giovani e anziani, sani e malati, chierici, consacrati, laici". Anche il numero, quindi, non dovrà essere più obbligatoriamente di 12, ma "un gruppetto". "Si vuole esprimere così che il significato fondamentale del gesto è quello dell'amore di Dio per tutti e 'fino alla fine'. E si è deciso che questo debba prevalere rispetto all'aderenza storica al ricordo dei dodici apostoli. Per il Papa il rito ha un grande significato, come dimostra il rilievo che gli dà ogni anno celebrando la messa 'in Coena Domini' in luoghi di disagio e sofferenza".- ha spiegato il portavoce vaticano, padre Federico Lombardi. In un commento al testo del decreto a firma dell’arcivescovo, Arthur Roche, segretario della Congregazione, viene ricordato che "il rito riveste tradizionalmente una duplice valenza: imitativa di quello che Gesù fece nel cenacolo lavando i piedi agli apostoli ed espressiva del dono di sé significato da questo gesto servile... Il comandamento dell’amore fraterno impegna tutti i discepoli di Gesù, senza alcuna distinzione o eccezione".


 

 


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