Capitan Buffon: "Juve da scudetto", ma la sua preferita resta quella di Lippi

22 gennaio 2016 ore 10:06, Andrea De Angelis
Trentotto anni tra una settimana. Un figlio nato lo scorso mese, una vita da campione assoluto. Non a caso, insieme a Zoff, è considerato il miglior portiere italiano della storia e uno dei migliori al mondo. 

Stiamo parlando, come avete capito, di Gianluigi Buffon, capitano della Juventus e della Nazionale. Un giocatore che in carriera può vantare, oltre al Mondiale del 2006, anche 1 Coppa Italia, 5 Supercoppe italiane, 6 scudetti. Tutti in maglia bianconera. Manca solo la Champions League, sfiorata lo scorso anno con l'approdo in finale (persa con il Barcellona) e, stesso copione, anche nel 2003. Dodici anni di differenza tra le due delusioni più grandi, una in panchina con mister Allegri, l'altra con Marcello Lippi (con cui, tre anni dopo, si sarebbe comunque laureato campione del mondo). Una curiosità. Buffon è riuscito ad alzare una coppa continentale proprio ad inizio carriera, nel 1999 quando con il Parma conquistò la Coppa Uefa (oggi Europa League).
Proprio quella Juventus di Marcello Lippi è secondo Buffon la migliore in cui ha giocato. Allora Gigi aveva ventisei anni ed era già considerato il miglior estremo difensore in circolazione. "Penso alla squadra di Lippi del 2002/2003, con la finale di Champions persa ai rigori. C'erano gioco e organizzazione", ha detto in un'intervista alla Gazzetta dello Sport nella quale sono stati toccati altri temi, come ad esempio un simpatico aneddoto su Dybala."Lui è l’ossessione di mio padre, era più felice lui di me dopo l’affare con il Palermo. Credo che Paulo abbia tutto del campionissimo: testa, umiltà, attenzione ai dettagli, carattere, fame e tecnica. Ha le carte in regola per entrare fra i grandissimi del calcio mondiale".

Capitan Buffon: 'Juve da scudetto', ma la sua preferita resta quella di Lippi
Impossibile dimenticare, venendo alla stagione in corso, il duro intervento di Buffon dopo la partita di Sassuolo. La Juventus era letteralmente in crisi, dodici punti nelle prime dieci partite. Poi, come noto, dieci vittorie nelle altre dieci. Una metamorfosi assoluta: da 12 punti a 30. In realtà, però, la trasformazione vera era stata quella di inizio anno con una squadra irriconoscibile rispetto alla compagine che aveva vinto tutto in Italia. Il portiere ricorda sempre nell'intervista l'episodio di Sassuolo: "Secondo me era l’ultima occasione per rimetterci in carreggiata. Si rischiava di finire risucchiati definitivamente nell’oblio. Io ho pochissimi anni davanti a me, quindi non ho voglia di sprecare tempo e di vivere periodi cupi, senza obiettivi".
Obiettivi che ora sono chiari: vincere lo scudetto, ancora una volta. Per farlo è importante portare a undici la striscia di vittorie consecutive, visto che tra 48 ore si affronterà una diretta rivale al titolo come la Roma. "Se vinciamo li mandiamo a dieci punti: sarebbe fondamentale, perché parliamo di una squadra pericolosa, temibile. Più lontana è la Roma, meglio stiamo noi". Parola di Gigi Buffon.
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