Omicidio Litvinenko, una roba da Servizi: Putin il manovratore?

22 gennaio 2016 ore 10:28, Lucia Bigozzi
Un affaire tra Servizi segreti? C’è anche questa opzione sul giallo della morte di Aleksandr Litvinenko. Con Putin tirato in ballo e un nuovo braccio di ferro, questa volta, tra Mosca e Londra. Frederick Forsyth, scrittore giallista, che ha seguito il caso Litvinenko, nell’intervista a Repubblica dà la sua versione sostenendo che “soltanto i servizi segreti di uno Stato nucleare potevano avere assassinato Aleksandr Litvinenko, perciò le conclusioni dell'inchiesta non ci dicono nulla di nuovo. Ma è importante anche se non porterà alla rottura dei rapporti con la Russia o all'immediata caduta di Putin”. Ma cosa c’entra il presidente russo? L’inchiesta britannica rivelata dal coroner Sir Robert Owen al Parlamento britannico sull’omicidio dell’ex 007 russo morto nel 2006 a Londra per effetto di un avvelenamento da polonio, avanza l’ipotesi che Putin avrebbe “probabilmente approvato” il delitto. Come si ricorderà e le cronache giornalistiche di mezzo mondo lo avevano raccontato, Litvinenko prima di morire accusò pubblicamente il presidente russo di essere il responsabile del suo avvelenamento e dell'uccisione della giornalista Anna Politkovskaja.

Omicidio Litvinenko, una roba da Servizi: Putin il manovratore?
 Mosca non ci sta e rilancia con una replica che sa di minaccia: “Ci saranno conseguenze”. Un dossier di circa trecento pagine nelle quali è scritto che i due killer (come riportano le agenzie di stampa) Andrei Lugovoi e Dmitri Kovtun, probabilmente avrebbero agito sotto la direzione del servizio di intelligence di Mosca, l’Fsb quando – sempre secondo le conclusioni britanniche, avrebbero avvelenato l’ex collega del Kgb mentre alloggiava al Millennium Hotel di Mayfair. Il giudice Sir Robert nella sua relazione ha inoltre scritto: “Tenendo in piena considerazione tutte le prove e le analisi per me disponibili ho concluso che l'operazione dell'Fsb per uccidere Litvinenko è stata probabilmente approvata da Patrushev e anche dal presidente Putin”. Chi è Patrushev? Era l’allora capo dell’Fsb. Per il momento il ministro degli interni inglese, Theresa May ha annunciato la decisione di “congelare” i beni nella disponibilità dei due agenti russi, Kovtun e Lugovoi, nei confronti dei quali resta in piedi un mandato di cattura a livello internazionale. Intanto la vedova di Aleksandr Litvinenko, Marina, chiede a Cameron di applicare sanzioni e divieto di ingresso in Inghilterra per alti dirigenti russi, a cominciare dal presidente russo Putin. La replica di Mosca alle accuse mosse dal Regno Unito, è durissima e ha il sapore di una minaccia: la chiusura del caso, secondo le autorità russe, sarebbe avvenuta in modo “illegittimo e incivile e avrà conseguenze sulle relazioni tra la Russia e il Regno Unito. Un monito scandito in una nota citata dall’agenzia Intrerfax, direttamente dal ministro degli Esteri russo che poi ha aggiunto: “Il caso è stato politicizzato”.  

E che il clima tra Mosca e Londra sia tesissimo lo conferma la decisione dello stesso ministro dell’Interno britannico che ha annunciato pubblicamente e in parlamento di aver convocato l’ambasciatore russo a Londra proprio dopo la rivelazione del dossier sulla morte di Litvinenko. L’obiettivo del faccia a faccia è chiaro: Londra intende protestare contro quella che viene considerata una mancata collaborazione da parte di Mossa contro i due sospetti esecutori del delitto. Dopo il braccio di ferro tra Russia e Turchia per l'abbattimento del caccia russo, un nuovo fronte incandescente si apre sul versante occidentale dello scacchiere europeo. 

autore / Lucia Bigozzi
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