Unioni Civili, dopo Bagnasco il Papa: "La famiglia indissolubile, unitiva e procreativa sogno di Dio"

22 gennaio 2016 ore 13:52, Andrea De Angelis
Il no alla stepchild adoption e all'utero in affitto lo aveva espresso con chiarezza Galantino nell'intervista al Corriere di due settimane fa, lo ha ripetuto con altrettanta fermezza Bagnasco nelle ultime ore e lo ha detto adesso anche Papa Francesco, proprio nella settimana che precede la votazione del Ddl Cirinnà al Senato e a sole 24 ore dalla piazza Lgbt di domani, nonché ad una settimana dal Family Day che si terrà sempre nella città di cui Bergoglio è vescovo. 

Papa Francesco nel ricevere in udienza il Tribunale della Rota Romana, in occasione dell'inaugurazione dell'Anno Giudiziario, ha incentrato la sua riflessione sulla famiglia, tema affrontato già in autunno dal Sinodo e particolarmente caldo visto il dibattito politico in Italia sulle unioni civili. "Nel percorso sinodale sul tema della famiglia, che il Signore ci ha concesso di realizzare nei due anni scorsi, abbiamo potuto compiere, in spirito e stile di effettiva collegialità, un approfondito discernimento sapienziale, grazie al quale la Chiesa ha - tra l'altro - indicato al mondo che non può esserci confusione tra la famiglia voluta da Dio e ogni altro tipo di unione", avverte il Papa. "La famiglia, fondata sul matrimonio indissolubile, unitivo e procreativo, - sottolinea il Pontefice - appartiene al 'sogno' di Dio e della sua Chiesa per la salvezza dell'umanità". Bergoglio ha dunque ribadito quanto già espresso in autunno da lui e dal Sinodo, ma è chiaro che un simile messaggio pronunciato in questa settimana assume una valenza decisamente particolare. 
Unioni Civili, dopo Bagnasco il Papa: 'La famiglia indissolubile, unitiva e procreativa sogno di Dio'
Il ministero del Tribunale Apostolico della Rota Romana, ricorda il Papa, "è da sempre ausilio al Successore di Pietro, affinché la Chiesa, inscindibilmente connessa con la famiglia, continui a proclamare il disegno di Dio Creatore e Redentore sulla sacralità e bellezza dell'istituto familiare. Una missione sempre attuale, ma che acquista particolare rilevanza nel nostro tempo". Una sottolineatura non dovuta, ma voluta. Questo, dunque, è un punto centrale rispetto alla discussione di questi giorni. Quel "nostro tempo" potrebbe cioè far intendere che la difesa della famiglia, oggi in modo particolare, è una missione da perseguire. 

Venendo agli altri interventi, Galantino aveva detto nella citata intervista lo scorso 13 gennaio: "Non mancano interventi sia del cardinale presidente della Cei sia miei. Se dovessimo scriverla noi una legge, certamente non conterrebbe le soluzioni proposte dal ddl Cirinnà". Il segretario generale della Cei aveva aggiunto: "Quello che comunque mi impressiona negativamente è - in alcune situazioni ipotizzate - l’assenza di attenzione nei confronti di quelli che poi subiscono le conseguenze di certe scelte: i bambini! Prendiamo, ad esempio, l’assurdità dell’utero in affitto, come possibilità non troppo remota seppur camuffata".
Ieri invece, come riporta l'Agi, aveva parlato di nuovo Bagnasco dopo le parole di apprezzamento nei confronti del Family Day pronunciate 48 ore prima. "I vescovi italiani, tutti, insieme al loro presidente ed al segretario generale, sono uniti e compatti nel difendere, promuovere e sostenere il patrimonio universale irripetibile che è la famiglia che è il luogo e il grembo della vita, la prima scuola di umanità, di relazioni, di dialogo". Un tentativo chiaro e potremmo dire definitivo di mostrare l'unità della Conferenza Episcopale Italiana ad una settimana dalla piazza del Family Day.
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