Unioni civili, Mancuso al Papa: "Sue parole non una coincidenza. Come sto? Un giorno chiederanno perdono"

22 gennaio 2016 ore 14:13, Marta Moriconi
Papa Francesco nel ricevere in udienza il Tribunale della Rota Romana, in occasione dell'inaugurazione dell'Anno Giudiziario, ha incentrato la sua riflessione sulla famiglia, tema affrontato già in autunno dal Sinodo e particolarmente caldo visto il dibattito politico in Italia sulle unioni civili. Abbiamo intercettato Aurelio Mancuso, presidente di Equality, a cui abbiamo chiesto di commentare le parole del Pontefice. 

Partiamo dalla prima osservazione del Papa: "Non può esserci confusione tra la famiglia voluta da Dio e ogni altro tipo di unione".
"Il Papa si riferisce a tutto quello che per la Chiesa cattolica è la famiglia, cioè quella fondata su un uomo e una donna. Si tratta di un'opinione che rispetto, ma l'osservazione della società dice un'altra cosa. Il Papa ribadisce la dottrina, questa cosa purtroppo avviene nonostante egli sia vissuto da molti come progressista e innovatore. Non fa cioè un passo in avanti rispetto a ciò che nella società già esiste".

Quando il Papa parla di famiglia fondata su un matrimonio indissolubile, unitivo e procreativo che appartiene al sogno di Dio e della sua Chiesa per la salvezza dell'umanità, cosa prova? Si sente ferito come gay, come cattolico o entrambe le cose?
"A questa affermazione bisognerebbe aggiungere che nel progetto di Dio ci sono anche le famiglie che sono conviventi etero o omosessuali, a meno che si pensi che le famiglie non sposate siano frutto del diavolo. Questo bisognerebbe chiarirlo". 

Nel fare riferimento alla missione della Chiesa Francesco ha detto che essa è inscindibilmente connessa con la famiglia, una missione sempre attuale ma che acquista una particolare rilevanza nel nostro tempo. Sembra che in qualche maniera ciò possa fare intendere un consenso alla piazza del 30
Unioni civili, Mancuso al Papa: 'Sue parole non una coincidenza. Come sto? Un giorno chiederanno perdono'
gennaio. Il "nostro tempo" si riferisce a questo o è una coincidenza?
"Non è una coincidenza, chi conosce bene la Chiesa cattolica sa che le parole non vengono mai pronunciate a caso. Il Papa ha scelto ancora una volta la chiusura, come se non fosse mai passato il tempo. Il problema è che si sa bene che la Chiesa continuando così non solo perde dal punto di vista della secolarizzazione della società, ma anche molti fedeli perché io che sono omosessuale, in coppia stabile da sette anni, che sono un credente, vado in Chiesa, la rispetto e infatti non prendo la Comunione, io come mi devo sentire? Ormai al di fuori di questa Chiesa? Devono avere il coraggio di chiarirlo fino in fondo: gli omosessuali sono dentro o fuori questa Chiesa? La mia fede non cambia, io mi sento cattolico anche se l'attuale gerarchia non ha posto per me. E che non si corregga poi questa dichiarazione con le solite ambiguità..."

Ecco. Il Papa ha anche detto che "quanti per libera scelta o per infelici circostanze della vita vivono in uno stato oggettivo di errore, continuano ad essere oggetto dell'amore misericordioso di Cristo e perciò della Chiesa stessa..."
"Certo, certo la Chiesa concede... Trovo curiosa la lettura di quello che pensa Dio, è vero che Dio è il Papa, ma si sta un po' esagerando. Quindi siamo supportati dall'immensa misericordia, perché nonostante sbagliamo che dire, in qualche modo bisogna accudire, essere accoglienti. A me questo tipo di atteggiamento, di messaggio dottrinale non mi interessa, anzi mi offende. Il Papa e chi per esso mi devono spiegare che io sono meno di loro o meno delle famiglie cattoliche sposate. Ci sarà un tempo in cui la gerarchia chiederà perdono di tutte queste cose"
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