Per il Papa la famiglia è il "sogno di Dio", non altre unioni. E adesso lo chiamerete fascista?

22 gennaio 2016 ore 15:58, Americo Mascarucci
"Non può esserci confusione tra la famiglia voluta da Dio e ogni altro tipo di unione”. Papa Francesco è stato chiaro intervenendo durante l'udienza alla Rota Romana per l’inaugurazione dell’anno giudiziario ribadendo che "la famiglia, fondata sul matrimonio indissolubile, unitivo e procreativo, appartiene al sogno di Dio e della sua Chiesa per la salvezza dell’umanità. La Chiesa - ha detto ancora Francesco - con rinnovato senso di responsabilità continua a proporre il matrimonio, nei suoi elementi essenziali, prole, bene dei coniugi, unità, indissolubilità, sacramentalità, non come un ideale per pochi, nonostante i moderni modelli centrati sull’effimero e sul transitorio".

Un intervento che sembra confermare quanto ipotizzato da più parti, ossia che dietro la "benedizione" della Conferenza Episcopale italiana nei confronti del Family Day in programma il prossimo 30 gennaio al Circo Massimo ci sia il benestare papale. 
Nessun riferimento al Disegno di Legge Cirinnà sulle unioni civili in discussione a Palazzo Madama, ma è chiaro che le parole di Bergoglio, chiare ed indiscutibili, appaiono come una netta bocciatura dei progetti di legge in programma; bocciatura delle equiparazioni fra convivenze civili e matrimonio e bocciatura delle adozioni gay attraverso la piena riconferma del "carattere procreativo del matrimonio".
A questo punto sono stati sconfessati tutti quelli che fino a ieri parlavano di "piazza fascista", "piazza integralista", "piazza intollerante", "piazza ideologica", "piazza omofoba" e via dicendo nei confronti del Family Day, lasciando intendere che "Francesco non la pensa come loro". 
Dal 20 giugno scorso, quando la Cei per bocca del segretario generale Nunzio Galantino si dissociò dalla mobilitazione dell'associazionismo cattolico in piazza San Giovanni evidenziando che la difesa della famiglia non doveva diventare una bandiera ideologica o divisiva tale da dar luogo a crociate, in tanti, troppi, hanno cercato di far credere che la posizione della Chiesa fosse cambiata sui temi etici.
Posizione avvallata soprattutto dal quotidiano La Repubblica, con Eugenio Scalfari pronto ad accaparrarsi il merito di aver fatto cambiare idea al Papa, ma anche dai cattolici progressisti, o adulti per usare un'espressione tanto cara all'ex primo ministro Romano Prodi. 
Si è tentato di far credere che fosse definitivamente tramontata "l'era Ratzinger-Ruini", che la Chiesa avesse ammainato la bandiera sulla difesa dei temi etici e che fosse addirittura pronta a dialogare e discutere con il mondo laico, laicista e relativista. Laicisti scalfariani e cattolici galantiniani si sono dunque ritrovati pressoché uniti nell'etichettare come "fascisti, ideologizzati, integralisti, razzisti, omofobi, medievalisti" i cattolici che al contrario il 20 giugno avevano scelto di scendere in piazza per urlare il loro no al ddl Cirinnà, ribadendo che la famiglia è solo ed esclusivamente quella fondata sul matrimonio e che un bambino ha il diritto di crescere con un padre ed una madre.
Le ultime dichiarazioni di Papa Francesco in difesa del matrimonio e della famiglia stanno chiaramente a dimostrare come la Chiesa continui a restare sostanzialmente uguale e coerente a se stessa e come non vi possano essere mediazioni o compromessi con chi persegue obiettivi in contrasto con il "disegno di Dio". Un disegno fondato sull'unione indissolubile fra uomo e donna perché "la famiglia fondata sul matrimonio indissolubile, unitivo e procreativo, appartiene al sogno di Dio e della sua Chiesa per la salvezza dell’umanità". Parole e musica di Papa Francesco. E adesso chiamatelo fascista!

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