Juve-Roma si vince "di testa": Nainggolan motiva i giallorossi

22 gennaio 2016 ore 19:13, Adriano Scianca
Juve-Roma si vince 'di testa': Nainggolan motiva i giallorossi
La forza degli avversari, dice, è tutta mentale. E allora perché non provare a batterli lì, nella convinzione, dimostrando sin da subito di voler vincere, nonostante gli opposti momenti di forma che caratterizzano le due contendenti? Radja Nainggolan, parlando a Sky Sport, lancia la sfida agli uomini di Allegri in vista della sfida di domenica. Juventus-Roma: una sfida che ha dentro mille sfide, del passato lontano, di quello recente e recentissimo, di questa stessa stagione, quando all'andata i ragazzi allora allenati da Garcia si imposero in modo convincente, dominando i bianconeri come a questi ultimi non capitava ormai da anni. 

Buffon e compagni cercano la rivincita, ma il centrocampista giallorosso non ci sta: “Vogliamo dire la nostra e ora che siamo passati a un altro stile di gioco spero che qualcosa possa cambiare. Domenica c'è una partita importante e la stiamo preparando al meglio per fare il colpo a Torino in modo da avvicinarli di più in classifica. Sappiamo che non dipende solo da noi, loro dovranno sbagliare qualcosa anche se al momento la Juve è la squadra che sta facendo meglio di tutte”. Insomma, rispetto, ma anche voglia di tentare espugnare lo Stadium. La partita si vincerà o si perderà nella testa: “La Juventus è abituata a vincere. Hanno sempre vinto negli ultimi anni. Hanno fatto una striscia impressionante, la loro squadra è sempre costruita per vincere. Come noi, che magari non siamo abituati a essere vincenti. Quest'anno la squadra era stata fatta per vincere, ci è mancata continuità, il nostro problema è soprattutto mentale”. 

Rispetto all'andata, sulla sua panchina Nainggolan non troverà più Garcia, bensì Spalletti. Dell'ex tecnico il calciatore dice: “Ci siamo sempre trovati bene con Garcia, abbiamo cercato di dare il massimo sia per lui che per la Roma. Credo che l’unico problema sia stato che lui era abituato sempre a vincere, è arrivato in una piazza molto difficile dove ha fatto molto bene con due volte un secondo posto. Poi quest’anno abbiamo fatto un po’ meno, ma non è solo colpa sua. Sappiamo di essere anche noi i responsabili e cercheremo di uscirne tutti insieme con un allenatore diverso”. Nuovo tecnico, nuovo ruolo: “Sono un giocatore – commenta il centrocampista – che deve fare il bene della squadra e sto facendo questo. Se il mister mi vuol far giocare lì, io cerco di dare il massimo in quella posizione. Mi piace perché sono un po' più libero e posso inserirmi di più. E poi lui si aspetta un pressing sull'avversario sulla loro metà campo, in maniera molto veloce. Mi posso trovare sempre meglio, ovviamente ci ho giocato una volta sola e magari è ancora presto”.
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