Virus Zika, il Sudamerica trema. Cos'è e quali sono i sintomi

22 gennaio 2016 ore 21:31, Adriano Scianca

Virus Zika, il Sudamerica trema. Cos'è e quali sono i sintomi
Si chiama Zika, arriva dal Sudamerica, ma non è un ballo caliente o un piatto speziato, bensì un terribile virus che potrebbe diventare lo spauracchio sanitario globale del 2016, proprio ora che l'emergenza Ebola in Africa è stata dichiarata conclusa. Il virus Zika si trasmette attraverso la puntura delle zanzare ed è conosciuto da decenni. Solo ultimamente, tuttavia, i medici lo hanno associato alle malformazioni cerebrali che hanno riscontrato in molti neonati, oltre che alla sindrome Guillain-Barré che provoca la paralisi. Finora sono 22 i Paesi in cui gli esperti Usa invitano le donne incinte a non viaggiare. Il Brasile è lo Stato finora più colpito: sono 3.893 i casi sospetti di microcefalia causata dal virus, mentre in Colombia esiste finora solo un caso confermato, ma l'allarme è tale che il governo ha sconsigliato alle donne di rimanere incinte almeno fino al prossimo luglio. In Salvador, addirittura, il governo ha sconsigliato le gravidanze per tutto il biennio 2016-2017. 

Ma non è tutto perché, come detto, il virus non sarebbe un pericolo solo per i feti: sembra infatti che l'infezione virale possa causare negli adulti la Sindrome di Guillaume-Barrè, in cui il sistema immunitario attacca i neuroni causando paralisi temporanee. Il virus Zika è un patogeno (genere Flavivirus) che si trasmette grazie alle punture di zanzare infette del genere Aedes, in modo particolare da Aedes aegypti nelle zone tropicali. Si tratta degli stessi insetti attraverso cui si diffondono la Dengue, la febbre gialla e la chikungunya. Isolato per la prima volta nel 1947 nella foresta Zika dell’Uganda, a lungo del virus si è avuta notizia solo in Africa, in Asia, quindi nelle isole del Pacifico (Micronesia e Polinesia Francese), ma dal 2014 lo si ritrova anche nell’America Latina, prima in Cile, poi nel Brasile e poi dallo scorso ottobre in diversi paesi del centro e sud America, dove si sta diffondendo rapidamente. 

Uno dei problemi nel combattere questo virus è che i sintomi sono di lieve entità e spesso neanche compaiono: tra i 2 e i 7 giorni dopo la puntura di una zanzara infetta si possono riscontrare febbre, dolori muscolari, congiuntivite e rash cutanei. Si calcola che a manifestarli sia solamente una persona su quattro, per poco tempo, circa una settimana. E spesso persino i test sierologici faticano a identificarlo: troppo simile ad altri virus. Al momento non esiste cura.


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