I vaccini non convincono: piacciono sempre meno agli italiani

22 giugno 2015, Marta Moriconi
I vaccini non convincono: piacciono sempre meno agli italiani
L'Italia non vaccina più di tanto i figli, o lo fa a macchia di leopardo. Cambia l'offerta vaccinale di Regione in Regione e molte sono le mamme che temono rischi per i loro bambini, o gli anziani che li snobbano. 

Vige l'anarchia insomma, se così si può dire, anche in tema di vaccinazioni e regna la disomogeneità territoriale, con le indicazione europee che di volta in volta sono valutate rispetto al passaggio dall’obbligatorietà alla raccomandazione.

Lo dice un Report “Prevenzione vaccinale” pubblicato dall’Osservatorio Nazionale sulla Salute nelle Regioni Italiane – diretto dal Professor Walter Ricciardi – con sede presso l’Università Cattolica di Roma. Il Policlinico Universitario “Agostino Gemelli” di Roma, che lo ha presentato, ha parlato di “Prevenzione Italia. Prevenzione come garanzia di sostenibilità e sviluppo del Servizio Sanitario Nazionale".

La parola d'ordine d'ora in poi sarà: formazione degli operatori sanitari, qualità delle informazioni, migliore comunicazione ai cittadini e sistemi di monitoraggio. Così non va. Certo, una speranza nei dati viene data: esistono anche dati che parlano di una riduzione della malattie prevenibili con le vaccinazioni come Morbillo o Epatite B. 

Non solo i bambini comunque sono oggetto di studio in materia, ma anche la popolazione adulta e soprattutto anziana langue e non si fida troppo di seguire questa via. Stranamente, gli anziani non si mettono più tanto in fila come una volta.


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