Family Day, Malan (Fi): “In piazza c’erano anche tanti elettori Pd...”

22 giugno 2015, Andrea Barcariol
Lucio Malan, senatore di Forza Italia, in piazza sabato a Roma per il Family Day, affronta il tema proposto dal direttore di IntelligoNews (http://www.intelligonews.it/articoli/22-giugno-2015/27799/il-direttore-family-day-nasce-l-antipolitica-cattolica-la-sovranit-del-popolo-procreato-dalle-famiglie) in riferimento alla manifestazione di sabato scorso a Roma, in attesa che il voto sul Ddl Cirinnà sbarchi in Senato. 

Un milione di persone in piazza a San Giovanni contro le unioni civili. Che segnale è?
Family Day, Malan (Fi): “In piazza c’erano anche tanti elettori Pd...”


«Un milione di persone che si radunano senza l’appoggio di partiti e nonostante un silenzio quasi tombale dei mass media, è un segnale fortissimo del sentire della maggioranza degli italiani».

Il governo Renzi terrà contro di questa manifestazione o tirerà dritto sul ddl Cirinnà?


«Spero per il bene dell’Italia che il governo e la maggioranza Pd-M5S che porta avanti il ddl Cirinnà capiscano che gli italiani non sono fessi e sono contrari alle nozze e alle adozioni gay, anche se mascherate come unioni civili e stepchild adoption».

Giovanardi afferma che il 70% degli italiani è contrario al ddl Cirinnà. Concorda su questa percentuale?


«Quando si parla di adozioni, che il ddl Cirinnà contiene alla grande, tutti i sondaggi riportano cifre del genere ».

C’è stata una polemica da parte di alcuni politici, perché non hanno avuto i posti sul palco. Cosa ne pensa?


«E’ stata una buona cosa non avere insegne politiche perché ha permesso a tutti coloro che difendono la famiglia di essere presenti senza remore, e tra questi molti mi hanno detto di essere elettori del Pd».

Il segretario generale della Cei, mons. Galantino, è stato freddo sulla manifestazione. Esistono due Chiese su questo argomento?

«Da non cattolico, valdese, non mi permetto di intromettermi, ma la parola Chiesa indica l’assemblea di credenti e in tanti, senza cariche ecclesiastiche, cattolici, evangelici, ortodossi e anche non credenti, si sono assunti l’onere e le responsabilità di esserci».
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