Dopo Pontida, con passi felpati Salvini "in pellegrinaggio" da Berlusconi

22 giugno 2015, intelligo
Dopo Pontida, con passi felpati Salvini 'in pellegrinaggio' da Berlusconi
 

di Amedeo Giustini

Il congresso lampo della Lega è l’unica novità nel recinto del centro destra dove regna l’apatia che costringe i suoi elettori a rifugiarsi in massa nell’astensione e nel civismo. 

Un congresso a porte chiuse, svoltosi in via Bellerio, in perfetto stile padronale dove esce ridimensionata la figura del padre fondatore Umberto Bossi. Salvini, tra una felpa e una maglietta personalizzata, si è trovato a un bivio inevitabile dato che la sua aspirazione è di rappresentare, come leadership, l’intero centrodestra. 

La strada intrapresa, però, è una via non priva di ostacoli che porterà a quella Lega nazionale che stenta a sfondare nel centro sud Italia usando il collante dell’identità nazionale con l’inevitabile impatto ruvido con i sentimenti, ancora forti, di autonomia e autodeterminazione del nord. Nel centro sud gli echi di “Roma ladrona” e l’immagine della carta igienica tricolore si fanno ancora sentire mentre gli impulsi di autonomia e la visione di uno stato padano sono tutt’altro che tramontate soprattutto in regioni come la Lombardia e il Triveneto.

Le tensioni tra Lega Nord e Liga Veneta a cui abbiamo assistito con l’allontanamento del sindaco di Verona Tosi erano presagio di una possibile e imminente scissione. Da una parte Bossi, il vecchio leone, che ha avuto il merito di tenere insieme la Lega di lotta e la Lega di governo e dall’altra Salvini che con passi “felpati” si gioca la carta non facile del partito a vocazione nazionale, del superamento delle vecchie ideologie rinunciando a una fetta sostanziale della cultura leghista in quanto tale. 

Tutte le contraddizioni che ci sono all’interno della Lega vengono livellate da una paura legittima e da un dato di fatto: il grave fenomeno dell’immigrazione e la latitanza di un’Europa che dimostra ogni giorno di non credere all’Unione e da Stati membri non disponibili a cedere sovranità per un progetto sovranazionale di largo respiro. Come spesso accade in questi processi non è escluso che qualcuno soffi sul fuoco di questa disputa e incoraggi questa scissione, che sta nei fatti, come è accaduto nel recente passato nel centro destra. 

Ne è testimonianza la nascita di piccoli partiti persona che hanno polverizzato il centrodestra. 

La locuzione latina “dividi et impera” si presta a questa logica che fa parte del bagaglio culturale dell’attuale centrodestra e i pellegrinaggi verso Arcore e i suoi battesimi, che sono immersioni nell’acqua diverse da quelle del Po, hanno sempre testimoniato questa scellerata impostazione.
autore / intelligo
caricamento in corso...
caricamento in corso...
[Template ADV/Publy/article_bottom_right not found]