Emicrania "genetica", 44 varianti nel Dna e nuove piste per le cure

22 giugno 2016 ore 16:31, Americo Mascarucci
Un gruppo di ricercatori australiani e americani è riuscito a collegare 44 varianti di Dna all'insorgenza dell’emicrania, una scoperta che potrà portare al miglioramento del trattamento di un disturbo fra i più diffusi e debilitanti nel mondo, caratterizzato da mal di testa ricorrenti e dolorosi. 
I test hanno confrontato 8 milioni di varianti di Dna appartenenti a 60 mila individui affetti da emicrania con un gruppo di controllo di 316 mila partecipanti a 22 differenti studi sul genoma. 
"Le esatte cause dell'emicrania sono sconosciute e non vi sono segni riconoscibili, diagnostici e patologici", ha spiegato l'autore principale dello studio Dale Nyholt, dell'Institute of Health and Biomedical Innovation di Brisbane. 
"Non sappiamo cosa faccia scattare il disturbo - ha aggiunto - ma studi di gemelli e di gruppi familiari indicano che l'emicrania ha una significativa componente genetica".
Le varianti di Dna influiscono sui livelli di proteine ed enzimi nell'espressione di un gene, e secondo Nyholt una volta riconosciute le varianti specifiche dei disturbi di emicrania si potranno sviluppare dei farmaci per riequilibrare tali livelli e ridurre il rischio di attacchi. 

Emicrania 'genetica', 44 varianti nel Dna e nuove piste per le cure
"Le terapie sintomatiche esistenti, come i triptani, sono efficaci solo su circa il 40% dei pazienti - sostiene Nyholt - il quale spera che la ricerca, combinata con una consapevolezza dei fattori ambientali come stress, mancanza di sonno o gruppi alimentari, possa ridurre le probabilità di un attacco". 
"Ora cerchiamo una particolare variante di Dna che sia più frequente nei casi di emicrania, in confronto con il gruppo di controllo - aggiunge lo studioso - Questo ci darà una conoscenza biologica e potremo quindi esaminare i gruppi per vedere se possiamo puntare a questo specifico percorso e formulare un migliore trattamento“.
I trattamenti che potrebbero essere preparati dovrebbero essere utili, in particolar modo, per la cura dei mal di testa più seri, quelli talmente frequenti e dolorosi da diventare persino invalidanti nei casi più gravi, fino a far peggiorare significativamente la qualità della vita".
 

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