Draghi-Yellen: la coppia anti-Brexit. Pronte le mosse salva Europa

22 giugno 2016 ore 11:21, Luca Lippi
In audizione davanti al parlamento europeo a Bruxelles il presidente della Bce Mario Draghi ha rassicurato tutti dichiarandosi pronto per ogni evenienza dopo il referendum sulla permanenza del Regno Unito nell'Unione Europea.L'istituto si tiene "pronto ad agire usando tutti gli strumenti disponibili all'interno del mandato, se necessario, per raggiungere l'obiettivo". 
Specificatamente Mario Draghi dichiara: “La Bce è pronta a tutte le eventualità".
Prosegue il governatore: "La ripresa dell'area euro ha preso slancio dall'inizio dell'anno e ci attendiamo che continui con un ritmo moderato ma costante, sostenuta da una solida domanda interna e dall'efficace trasmissione della nostra politica monetaria".
Ha  poi aggiunto il presidente della Bce all'Europarlamento, sostenendo che l'inflazione "è bassa e crescerà poco nei prossimi mesi". "Senza le nostre politiche di stimolo, crescita e inflazione sarebbero significativamente più basse" ha aggiunto Draghi, secondo il quale "il pacchetto di marzo ha mitigato i rischi al ribasso per l'economia dell'eurozona. E impeto addizionale verrà da misure che sono ancora all'inizio dell'attuazione". 

Draghi-Yellen: la coppia anti-Brexit. Pronte le mosse salva Europa

L’analisi comunque non pecca di lucidità, infatti Draghi afferma: "L'incertezza resta alta, e rischi al ribasso sono ancora significativi, a causa del continuo stato di fragilità dell'economia globale e degli sviluppi geopolitici", ha detto ancora il presidente della Bce, assicurando che la Banca centrale "monitorerà l'evoluzione delle prospettive dei prezzi" e resta "pronta ad agire usando tutti gli strumenti disponibili entro il nostro mandato, se necessario per raggiungere i nostri obiettivi". 
Poi sottolinea e avverte: "È molto importante che venga ripristinato il livello degli investimenti pubblici" nell'eurozona, ha infine sottolineato Mario Draghi a Bruxelles. 
Gli investimenti pubblici, ha sottolineato, sono stati "ripetutamente tagliati" da diversi Stati membri durante la crisi, che hanno scelto "la via più facile", cioè alzare le tasse e tagliare gli investimenti, anziché la spesa. Naturalmente, ha concluso, bisogna "essere selettivi" nella scelta dei settori in cui investire denari pubblici, concentrandosi "sull'educazione, sul capitale umano, sulla ricerca e sull'agenda digitale". 
Nel discorso al parlamento europeo ha anche risposto indirettamente a una lettera di Venerdì 17 giugno dal contenuto insolito. Portava la firma di 18 parlamentari europei provenienti da 11 paesi diversi e incoraggiava Mario Draghi a effettuare uno studio più approfondito sulle politiche monetarie alternative al Quantitative Easing.
Nella loro lettera, i 18 deputati del Parlamento Ue (ai quali si è rivolto oggi Draghi), hanno citato due proposte: un piano di QE “verde” e anche il famoso "helicopter money", ovvero un meccanismo grazie al quale il denaro viene fornito direttamente ai cittadini.
Ovviamente Mario Draghi deve tutelare le esigenze di tutti i Paesi dell’Eurozona, non poteva rispondere in maniera diversa all’invito, tuttavia il presidente della Bce ha anche, in qualche modo, l’esigenza di lanciare un messaggio alla Gran Bretagna, è quindi opportuno aspettare giovedì sera, dopo l’esito del referendum probabilmente potremo risentire le parole del governatore senza i filtri inevitabili di opportunità obbligati in un momento come questo. Forse il discorso si poteva rimandare, oppure è stato necessario per inviare un messaggio ai britannici … o alla City? Non ci resta che aspettare.
Discorso diverso per quanto riguarda l'intervento della Yellen in Senato,  la novità è rappresentata dal “se”. Meno di una settimana fa, la Yellen aveva affermato che la prudenza “ci permette di verificare” i miglioramenti registrati dalla crescita economica, dal mercato del lavoro e dai prezzi al consumo. 
Questa è un'affermazione senza alcun concetto concreto, ogni banca centrale muove azioni sulla base del movimento dei mercati e dei settori economici, è solo una presa di tempo perché deve capire come la Bce reagirà all'eventuale Brexit.
Infatti, per quanto riguarda l’esito del referendum sulla permanenza di Londra nell’Unione europea, la Yellen dice: “monitoreremo da vicino le conseguenze economiche e siamo pronti all’azione”. 
La Brexit potrebbe avere “significative ripercussioni” che, in un contesto caratterizzato da "vulnerabilità a livello globale", potrebbe rappresentare “un rischio per la stabilità finanziaria".

autore / Luca Lippi
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