Minoranza Dem con Bersani attacca Renzi, lui prepara la mossa direttorio

22 giugno 2016 ore 11:20, Americo Mascarucci
"Le amministrative le ha perse il Pd, a me non piace caricare addosso a una persona. certo, chi guida deve avere l'umiltà di riflettere. Abbiamo perso perché non abbiamo più il contatto con la realtà, che non è quella che Renzi ci sta raccontando. E non è quella che ci raccontano i troppi amici, ci son troppi applausi in giro".
E’ dura l’analisi dell’ex segretario del Pd Pierluigi Bersani sui risultati delle amministrative nelle grandi città. 
Bersani, massimo rappresentante della minoranza Dem pur non chiedendo a Renzi nessun passo indietro o di lato lo invita però a riflettere e a cambiare direzione di marcia. 
"Noi appariamo troppo spesso quelli del'establishment: una sinistra deve andare dove sono i problemi e non trovarsi troppo dalla parte delle soluzioni" continua Bersani che aggiunge: "Abbiamo avuto sbandamenti che hanno incoraggiato un'idea di trasformismo. E non è vero che la destra è sparita. La destra esiste, non è vero che è scomparsa, molti dei nostri sono andati via. Il Pd è di sinistra? Bella domanda... Lo è poco. Non vedo altra possibilità che un Pd che si corregge. Senza un Pd di sinistra non si può governare il Paese". 
In merito alla posizione sul referendum costituzionale Bersani non ha dubbi: "Voterò sì ma sia chiaro che non condivido il modo di impostare questo referendum e, se non cambiano, non mi vedranno ai banchetti a fare propaganda per il sì".
Intanto c’è attesa per la direzione nazionale del Pd  dove tutti si attendono una resa dei conti fra classe dirigente, Renzi e company, e minoranza. 

Minoranza Dem con Bersani attacca Renzi, lui prepara la mossa direttorio
Tuttavia nelle ultime ore starebbero circolando alcune ipotesi che vedrebbero Renzi intenzionato a sparigliare le carte in vista proprio della resa dei conti spiazzando gli avversari interni con una mossa a sorpresa: la costituzione di un direttorio sul modello di quello dei 5Stelle, una sorta di organo direttivo chiamato a supportare e consigliare il segretario nelle decisioni. 
In questo direttorio dovrebbero entrare i governatori del Pd e secondo indiscrezioni anche Piero Fassino e Luca Lotti. 
Con questa mossa Renzi punterebbe ad allargare la partecipazione alle decisioni del partito coinvolgendo soggetti istituzionali, i governatori appunto, e anche pezzi della minoranza Dem, cedendo fette di potere senza esagerare. 
Un segnale di disgelo nei confronti della minoranza per superare il muro contro muro e ricompattare il più possibile il Pd in vista del referendum di ottobre. 
Ma c’è chi nel Pd sta mettendo sotto accusa i principali consiglieri di Renzi, ossia quel "cerchio magico" che a detta di molti avrebbe suggerito al Premier le recenti, non proprio fortunate, strategie politiche. Nel mirino ci sarebbero in modo particolare il vicesegretario Deborah Serracchiani, Matteo Orfini ed Ernesto Carbone cui in tanti starebbero chiedendo un passo indietro per come avrebbero (mal) gestito la campagna elettorale. 
Ma Renzi sarà disponibile a rottamare parte della sua squadra in favore di una riconciliazione con la minoranza Dem? 
Inoltre la volontà di coinvolgere i governatori nel direttorio come collante dei territori anche in vista della prossima riforma del Senato non troverebbe affatto entusiasti i diretti interessati. Insomma, il percorso per Renzi appare tutto in salita. 

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