D'Alema sempre più anti-renziano. "Voto no al referendum" e smonta "l'effetto Sala"

22 giugno 2016 ore 23:59, Americo Mascarucci
"Al referendum costituzionale di ottobre voterò no, come ho fatto contro la riforma costituzionale di Berlusconi".
Stavolta non si tratta di chiacchiere come quelle dei giorni scorsi relative a presunti appoggi elettorali dell’ex leader Ds  e premier Massimo d’Alema nei confronti di Virginia Raggi a Roma (che D'Alema ha smentito ma confermando oggi che la candidatura di Giachetti era perdente in partenza). 
Stavolta il No al referendum è confermato dallo stesso D’Alema in un’ampia intervista rilasciata al Corriere della Sera
"Voterò no. Troverò il modo di spiegare le ragioni di merito. Non sono molto diverse da quelle per cui votai no, nel 2006, alla riforma di Berlusconi. Che per certi aspetti era fatta meglio" rivela D’Alema ad Aldo Cazzullo aggiungendo poi: 
"Non ho mai sostenuto che Renzi debba dimettersi - precisa - certo, se lui insistesse, si dovrebbe costituire un nuovo governo, dato che servirebbe una nuova legge elettorale. Votare per la Camera con un sistema ultramaggioritario e per il Senato con il proporzionale puro sarebbe una follia. E' stato un gravissimo errore personalizzare in chiave plebiscitaria il referendum, che dovrebbe essere un pronunciamento dei cittadini libero da qualsiasi ricatto". 
Diversamente dunque da Bersani e dalla minoranza Dem D’Alema non si turerà affatto il naso ingoiando una riorma costituzionale poco convincente. Il suo no è chiaro ed inequivocabile.
D'Alema sempre più anti-renziano. 'Voto no al referendum' e smonta 'l'effetto Sala'
Quanto poi ai risultati delle amministrative l’analisi si fa ancora più impietosa: 
"La sconfitta del Pd e' una tendenza generalizzata. Poi ci sono situazioni come Roma, dove la sconfitta assume dimensioni di disastro. Qui - spiega - come a Napoli, ha pesato una vera e propria disgregazione del partito. A Milano il Pd tiene ma non perché Renzi ha scelto Sala perchè Pisapia si è battuto come un leone per coprirlo a sinistra. Per Fassino mi e' spiaciuto moltissimo - dice - non meritava questa sconfitta. E non meritava di sentirsi dire, dopo aver sostenuto Renzi in tutti i modi anche troppo, come presidente dell'Anci che 'abbiamo perso perche' avevamo volti vecchi'". 

D’Alema è anche molto scettico sull’esito della prossima direzione del Pd: “Le direzioni del Pd sono momenti di propaganda in cui non esiste la possibilità di trovare convergenze o accordi".
E poi l'affondo finale: "Renzi ha perso la sintonia con la base e con il Paese. Non si è limitato a rottamare un gruppo dirigente, sta rottamando alcuni milioni di elettori".

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