Decisione storica di Hollande, pugno duro: annullata la manifestazione anti-jobs act

22 giugno 2016 ore 11:48, intelligo
di Luciana Palmacci  

Sono ore di grande tensione sociale in Francia, dove per nove volte il sindacato è sceso nelle piazze del Paese per protestare contro il jobs act della ministra del Lavoro Myriam El Khomri. Il governo però è intenzionato a evitare ad ogni costo che si ripetano manifestazioni violente e danneggiamenti come il 14 giugno scorso. Per questo la Prefettura di Parigi ha definitivamente vietato la manifestazione di domani, mercoledì 23 giugno (la decima negli ultimi tre mesi). Dopo i gravi incidenti delle ultime dimostrazioni, il prefetto aveva proposto un ‘raduno statico’ invece i sette sindacati, riuniti sotto la CGT e Force ouvrière, intendevano organizzare un corteo di protesta tra le piazze Bastille e Nation in pieno centro della capitale francese. 

Decisione storica di Hollande, pugno duro: annullata la manifestazione anti-jobs act

I leader sindacali hanno reagito al divieto chiedendo di essere "ricevuti rapidamente" dal ministro dell'Interno Bernard Cazeneuve. Non avendo trovato un punto d’incontro, la manifestazione sarebbe stata annullata anche e soprattutto a causa dei problemi legati alla sicurezza, essendo già la polizia sotto pressione complice il campionato europeo di calcio e la volontà di vigilanza su eventuali atti terroristici. 

Una decisione storica, il primo divieto da decenni a questa parte di una manifestazione sindacale, che realizza lo scenario evocato qualche giorno fa dal presidente Francois Hollande: stop alle agitazioni in giorni in cui la Francia è sotto gli occhi di mezzo mondo per via degli Europei di calcio e concentrare le forze dell'ordine sull'emergenza terrorismo. 
La riforma sul lavoro, al centro di questi episodi di protesta, portata avanti dal governo socialista guidato dal premier Manuel Valls punta a una liberalizzazione del mercato basata soprattutto sull'accantonamento della contrattazione nazionale a favore di quella aziendale, allentando gli attuali vincoli imposti dal diritto del lavoro in un contesto economico caratterizzato da una disoccupazione ormai endemica. Progetto a cui i sindacati si oppongono da ben tre mesi, perché troppo sbilanciato in senso liberista con il risultato di accrescere la precarietà dei salariati.
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