Direzione Pd, Puppato (Pd): "C'è bisogno di ripartire. Sì a differenziare la gestione del partito"

22 giugno 2016 ore 12:35, Andrea Barcariol
Intervistata da IntelligoNews, Laura Puppato, senatrice del Pd ed ex consigliera regionale del Veneto, parla del delicato momento del Pd, sempre più diviso e pronto alla resa dei conti dopo la pesante sconfitta nei ballottaggi del 19 giugno.

Renzi si dice pronto a rinnovare il Pd, si parla di un direttorio e di un ricambio generazionale, con nuovi ingressi nella segreteria. E’ un segnale di cambiamento sufficiente?

«Penso che sia possibile differenziare maggiormente la gestione del partito con una segreteria, o un direttorio come lo si vuol chiamare, che sia maggiormente in grado di incidere sulle dinamiche locali e regionali monitorando il territorio e informando sul lavoro svolto dal governo. Questo lavoro va trasmesso, una cinghia di trasmissione maggiormente oliata la vedrei in maniera positiva».

Il Premier dovrebbe rottamare anche il famoso “lanciafiamme” contro la minoranza Pd?

«Le sue sono sempre espressioni molto forti e colorite, qualche volta vengono anche travisate. Oggi più che mai il Pd deve essere capace di ascolto, di condivisione delle scelte, piuttosto che di ulteriore “pulizia interna”. Non c’è bisogno in questo momento di rendere ancora più acuti i toni, posto che ho evidenziato anche pubblicamente la critica nei confronti di una certa minoranza che non perde occasione per criticare aspramente qualunque cosa venga decisa. Noi siamo una grande famiglia e se vogliamo continuare a esserlo dobbiamo metterci tutti nell’ottica di un maggior lavoro e di una maggiore condivisione, a viso aperto, le critiche fanno parte della normale dialettica del Partito Democratico. Se c’è bisogno di correzioni si fanno insieme, orecchie aperte all’ascolto e molta operatività evitando l’ipercriticismo».

Lei ha parlato di correzioni all’interno del Pd. Sembra ce ne sia bisogno anche in Veneto. 

«Noi abbiamo bisogno di ripartire, è un anno che lo dico, c’è bisogno di un governo del Pd nel Veneto che riesca a fare da collante tra le amministrazioni locali e i circoli. Ora, come si poteva presumere in assenza di un Congresso, ci sarà un momento di passaggio con un coordinatore funzionale ad arrivare al referendum di ottobre per poi ripartire. Ora siamo tutti propensi a fare il lavoro sul referendum, successivamente dovremmo gestire un’organizzazione vera, strutturata, a livello regionale».

Direzione Pd, Puppato (Pd): 'C'è bisogno di ripartire. Sì a differenziare la gestione del partito'
Fassino ha detto che il M5S ha “fatto leva sull’invidia sociale”, accusa che spesso è stata fatta alla sinistra. Come colloca il Movimento 5 Stelle?

«A me la parte che preoccupa di più di loro è l’accordo con Farage in Europa, di cui non si parla quasi mai. C’è una parte che ha abbracciato i populismi più biechi, come l’uscita dall’Ue dell’Italia. In tempi non sospetti ho affermato che questo movimento meritasse attenzione da parte dell’opinione pubblica che tendeva a snobbarlo perché, come la Lega nel 1994, ha avuto la capacità di cogliere i profondi malesseri di questa società dando risposte più determinate su tematiche come legalità, anticorruzione e sugli aspetti relativi alla crisi sociale. Hanno cavalcato questo e ne sono stati capaci nonostante il grande lavoro fatto dal governo su questi temi».

Per Renzi sarebbe più comodo abbandonare il ruolo di segretario del partito per fare il Premier a tempo pieno?

«Per lui, presumo, sicuramente sì. Essendo il più grande partito italiano potrebbe risultargli critico, nel lungo periodo, pensare di avere un partito che non è completamente concorde sulle politiche governative».
 


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