Direzione, Geloni: “Renzi ha snaturato Pd e più renzismo? Puo' fare la segreteria con Lenin ma se non la riunisce..."

22 giugno 2016 ore 12:35, Lucia Bigozzi
“Renzi ha snaturato il Pd. Il partito ha perso contatto con molte realtà popolari, di periferia, che non riesce più a rappresentare”. “La minoranza dem non chiede le dimissioni a Renzi da segretario ma una proposta su come pensa di gestire il partito, meglio di come ha funzionato finora”. “La rottamazione? Mi fa orrore. La questione non è dare un’idea di cambiamento ma cambiare”. Tre concetti che Chiara Geloni, giornalista ed esperta di dinamiche dem, alla vigilia della direzione nazionale Pd, legge in filigrana cosa si muove sul tavolo del Nazareno. 

La minoranza dem con Bersani e pure con D’Alema che annuncia il suo no al referendum attacca Renzi e lui starebbe pensando a una sorta di ‘direttorio’ con anche l’inserimento dei governatori come rappresentanti del territorio, per dare un’idea di cambiamento. Può bastare? 

"La questione non è dare un’idea di cambiamento ma cambiare. Le proposte che vengono fatte filtrare ai giornali su nuovi assetti organizzativi, direttori, rimpasti non mi appassionano molto: tu puoi fare una segreteria e metterci dentro anche Lenin ma se poi non la riunisci e decidi tutto a Palazzo Chigi come è stato in questi due anni, sinceramente non vedo dove sia il cambiamento". 

Direzione, Geloni: “Renzi ha snaturato Pd e più renzismo? Puo' fare la segreteria con Lenin ma se non la riunisce...'
Molti nel Pd chiedono a Renzi di lasciare la guida del partito per concentrarsi sul ruolo di premier. Lei chi vedrebbe bene al suo posto e comunque dovrebbe essere un renziano o un esponente della minoranza dem, vedi Speranza? 

"Non mi pare che la minoranza dem chieda le dimissioni di Renzi da segretario; la minoranza Pd aspetta una proposta da Renzi su come pensa di gestire un partito che evidentemente non è stato gestito. Poi ci sarà il congresso, nei prossimi mesi, non so ancora quando ma ci sarà perché nessun mandato di segretario è a vita, e in quella occasione si potrà discutere, eventualmente di un assetto che separi la gestione del partito dal ruolo di governo, oppure no, nel senso che si può anche decidere di rimanere con l’assetto attuale, tuttavia mi pare giusto che dopo due anni in cui per la prima volta si è sperimentata la coincidenza tra premier e segretario si sottoponga a verifica un assetto che può anche laicamente essere cambiato"

Fassino ha detto che 5S hanno vinto facendo leva sull’invidia sociale, una prerogativa attribuita alla sinistra nel senso di classi più deboli. Quindi i 5S sono la nuova sinistra? Renzi ha snaturato il Pd? 

"Se mi chiede se Renzi ha snaturato il Pd rispondo sì. Diciamo: il Pd ha perso contatto con molte realtà popolari, di periferia, che non riesce più a rappresentare. E’ un processo non iniziato con Renzi, so bene che ci sono problemi che esistevano da prima, ma che non si è mai manifestato con questa profondità e gravità come si è visto nei municipi delle grandi città, dove praticamente il Pd vince solo nei centri storici. Dunque, un processo non nato con Renzi, però credo che certe scelte abbiano aggravato invece di contrastarlo. Mi spiego..."

Prego.

"Quanto tu giudici superfluo tutto quello che è radicamento sul territorio, presenza nelle periferie, addirittura chiudi i Circoli o tagli i fondi perché ritieni spesa inutile tutto ciò che è spesa per le attività politica e poi investi tutto sulla comunicazione, aggravi il sentimento di esclusione delle periferie". 

I 5Stelle sono la nuova sinistra o no?

"Sono una realtà difficile da definire che intercetta molti voti di sinistra e anche molti voti di destra e spesso gioca sulla sua ambiguità dando l’impressione di volere essere una forza trasversale, non inquadrabile nello schema destra-sinistra. Io non credo che i 5S siano la nuova sinistra; credo che incrocino alcune istanze di moralità, di sobrietà che la sinistra ha un po’ abbandonato o dato l’impressione di abbandonare, incarnano una richiesta di maggiore giustizia, partecipazione che la sinistra non riesce a rappresentare". 

Se Renzi annuncia una sorta di rottamazione, non crede dovrebbe partire dai fedelissimi, si parla di Serracchiani, Orfini, Carbone. Agirà così?

"Renzi sbaglia se, come qualcuno ha scritto e gli ha attribuito, interpreta questo risultato negativo come una richiesta di più renzismo. Io penso che ci sia una stanchezza verso il renzismo in questo voto, troppo pieno di comunicazione, presenza, arroganza alla quale non bisogna rispondere con più renzismo, bensì con più partecipazione e pluralismo. La rottamazione non la chiedo a Renzi perché è un concetto che mi fa orrore: mi faceva orrore quando veniva applicato a dirigenti che io apprezzavo, mi farebbe orrore anche se venisse applicati a dirigenti che sento meno vicini alla mia sensibilità. Renzi faccia quello che deve fare; faccia una proposta su come deve funzionare il partito, cioè meglio di come ha funzionato finora". 

autore / Lucia Bigozzi
Lucia Bigozzi
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