Sì Cassazione stepchild, Adinolfi: “Strada ideologica. Unico freno? Partito politico per i cattolici”

22 giugno 2016 ore 14:08, intelligo
di Luciana Palmacci  

Le sentenze in Italia si fanno secondo "l’aria che tira”" il commento di Mario Adinolfi (Popolo della Famiglia) a IntelligoNews sul caso della Corte di Cassazione che ha dato il via libera all’adozione di una bambina all’interno di una coppia di donne omosessuali. Con la sentenza 12962 della Prima sezione civile, depositata oggi, è stato infatti bocciato il ricorso della Procura confermando la sentenza della Corte d’appello di Roma che aveva già dato l’ok alla domanda di adozione.

Sì Cassazione stepchild, Adinolfi: “Strada ideologica. Unico freno? Partito politico per i cattolici”

Il deposito della sentenza della Cassazione che riconosce l’adozione gay è passato, e non è trascorso nemmeno tanto tempo dalla discussione in udienza della questione. È avvenuto tutto fin troppo in fretta? 
“Ho provveduto a segnalare subito, appena ci fu il voto al Senato, che dopo la rimozione della stepchild adoption ci sarebbero stati comunque interventi da parte della magistratura. Questo è un intervento autorevole della Cassazione, ma i tribunali di merito avevano già provveduto a fare numerose sentenze che sostanzialmente contraddicevano il legislatore. Il legislatore stralciando l’art.5 sulla stepchild adoption, grazie alla mobilitazione delle famiglie italiane che si sono ritrovate al Circo Massimo e in piazza San Giovanni mesi fa, ha seguito una scelta politica precisa. Contemporaneamente pochi giorni dopo i tribunali di merito hanno fatto le sentenze a favore della stepchild adoption, addirittura incrociata, e ancora non sono arrivate in Cassazione quelle sentenze. Però sono state già deliberate dai tribunali dei minori, in particolare di Roma e di Torino. Ora, arriva questo da parte della Cassazione che in qualche modo viola il rapporto che la magistratura dovrebbe avere con la democrazia, perché ‘democraticamente’ il Parlamento aveva deliberato di non dare via libera alla stepchild adoption. I magistrati improvvisamente, con sentenze che non erano mai state fatte in Italia prima, decidono, magari per una strada ideologica, di contrastare il liberato del Parlamento e introdurre la stepchild adoption”.  

E i cattolici che possono fare? 
“Questo è uno dei tanti problemi che riguardano il rapporto tra politica e magistratura che prova purtroppo che le sentenze in Italia si fanno secondo ‘l’aria che tira’, e questo rende ancora più fondamentale nel Paese far avvertire un’opinione pubblica cattolica che noi come Popolo della Famiglia abbiamo strutturato anche in un movimento politico autonomo organizzato; se tu non fai sentire una presenza organizzata e capace di essere mobilitante nell’opinione pubblica e nel Paese attorno a questi temi, il risultato è che la magistratura si sentirà legittimata dalle condizioni mediatico-politiche a fare liberamente passaggi di questo genere che sono semplicemente sentenze contra legem”. 

Le incursioni esterne realizzate per far rinviare la decisione non hanno funzionato. Addirittura c’era stato un appello del Centrodestra ma a quanto pare non è servito. 
“Sì, sono convinto che il Centrodestra è stato confuso, sostanzialmente inetto e anche poco organizzato quindi la verità, il dato reale è che tantissimi cattolici in Parlamento si sono caratterizzati per inettitudine e tradimento rispetto ai principi non negoziabili, dando un via libera e addirittura un timbro al ddl Cirinnà che inevitabilmente ha costituito le condizioni culturali complessive su cui si incastra questa sentenza della Cassazione. Una sentenza che prende il suo abbrivio da un vento e da un’aria che tira nel Paese senza avere strutturalmente delle basi legislative per essere emessa, tant’è che prima di oggi non era mai stata emessa. Questa è una responsabilità grave che si portano i cattolici sparsi nei vari partiti e schieramenti. Ora serve necessariamente un soggetto politico autonomo per i cattolici, e il popolo della famiglia è stato il primo passaggio alle ultime Amministrative per avviare un discorso del genere, perché senza questo la magistratura riterrà di poter varare per via di sentenza una serie di ‘innovazioni’ legislative che preoccupano, perché sono contro la vita e che contro la famiglia”. 

Dunque facendo riferimento all’ultimo caso in questione, che riguarda una bambina di cui la partner della mamma ha chiesto l’adozione, secondo lei è una cosa a cui dovremo abituarci? 
“Spero di no, spero che si continui a preservare il diritto sacrosanto di ogni bambino ad avere una mamma e un papà, quand’anche questo papà fosse reperibile in una scelta della donna di andare a cercare il seme nelle varie banche del seme, tutte procedure illegali, che vanno fatte all’estero perché ricordiamo in Italia una donna non può fare una gravidanza in quella maniera. Io continuo a pensare che ciò che è illegale in Italia debba essere reso illegale in maniera seria, altrimenti si apre un meccanismo secondo cui oggi Niki Vendola e il compagno possono venire in Italia e chiedere la stepchild adoption, che loro potrebbero chiedere secondo lo schema della sentenza di oggi della Cassazione, ma che è una stepchild adoption che, diciamolo con chiarezza, legittima l’utero in affitto. Allora bisogna averlo chiaro, questo tipo di sentenze hanno come punto di caduta la legittimazione di qualsiasi pratica che viene considerata secondo la legislazione italiana illegale e secondo molti abominevole. Questo noi dobbiamo dirlo con chiarezza, e lo diciamo da anni, purtroppo questi passaggi sono preoccupanti e vanno fermati immediatamente perché altrimenti quello che si va a colpire è l’idea di famiglia scritta dall’art.29 della Costituzione: “La famiglia è la società naturale fondata sul matrimonio”. Questo è quello che dice la Costituzione, facendo passare queste legislazioni la famiglia diventerà andarsi a comprare i bambini all’estero e portarli in Italia”. 

Se con la legge Cirinnà la stepchild adoption era stata evitata, ora questo caso dimostra invece che dove non c’è la legge i giudici possono colmare la lacuna?
“I giudici possono farlo, e poi c’è la questione che l’ideologia dominante lo consente: fin quando non ci sarà una risposta popolare a questo scempio, del mondo cattolico e non solo, di coloro che considerano intollerabile l’idea che i bambini si vadano a comprare e i corpi delle donne a usare, finché questo non sarà evidente attraverso una mobilitazione seria chiara, politica, cioè che va a cercare il consenso autonomamente prescindendo dagli attuali schieramenti dei partiti morti che hanno dimostrato di essere incapaci di difendere gli interessi della famiglia in Parlamento. Finché questo non si costituirà, i giudici si sentiranno legittimati a fare sentenze di questo genere”.
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