Ferilli vs Renzi: "Cariche quanto uno zar". Ma gli addii di sinistra sono tanti

22 giugno 2016 ore 16:09, intelligo
Di Mario Grassi

Sabrina Ferilli da Floris :”A Roma ho votato Virginia Raggi”, “io penso che chi in questo momento sta virando da un’altra parte è il Partito Democratico”, ciò in risposta al conduttore di La7 che le chiedeva conto del suo cambio di opinione dopo essere stata un’icona della sinistra. Poi comincia la sua analisi: “Io voglio fare un passo indietro. Ci furono le elezioni del 2013 che non permise completamente di poter governare per la sinistra. Dopo di che entrò a gamba tesa l’attuale premier, dalle tante cariche come lo Zar di Russia. Lui si è trovato in eredità una serie di punti del programma, chiaramente di sinistra: la tutela dei lavoratori, delle classi più deboli, il superamento del porcellum, la centralità del parlamento e non del premier e così via. Renzi sale e inizia ad attuare un programma che era esattamente quello di Berlusconi. La prima cosa che fa è attaccare i sindacati. Io credo che un problema nel sindacato c’è: è sfaldato, sfocato. Ma che un segretario del PD attacchi il sindacato mette paura». Prosegue: «Cercare di accontentare tutti senza accontentare nessuno e non rispettare le caratteristiche del Pd è sbagliato. Il PD è un partito sentimentale”.
Ferilli vs Renzi: 'Cariche quanto uno zar'. Ma gli addii di sinistra sono tanti
“Il PD non deve essere solo rivoluzionario nella forza di cambiare ciò che è iniquo, ma deve mettere al centro della vita le necessità e i bisogni delle persone. Io credo che il PD non lo faccia. Le iniziative del PD, come l’assunzione dei precari, gli 80 euro o l’eliminazione della tassa sulla prima casa, cosa cambiano ai 10 milioni di italiani che non riescono a curarsi perché per fare una TAC devi aspettare sei mesi? Cosa cambia a quei genitori che devono portare a scuola la carta igienica?”. Floris fa notare che con gli ottanta euro una famiglia in difficoltà compra uno zainetto. La Ferilli replica: “Ho seguito un’intervista di Padoan in cui il ministro diceva che agli italiani interessava l’uscita della Gran Bretagna dall’euro (in realtà dall’Unione Europea, ndr). Floris, mi guardi”, dice. 
Da attrice navigata si aggiudica la risata e l’applauso dello studio prima di continuare.” Io non so manco quando votano e sono una benestante, di cultura, appagata sul proprio lavoro. Ma la gente con tutti i problemi che c’ha può mettere al primo posto la situazione inglese? È proprio uno scollamento enorme». Cosa ha fatto Renzi per staccarsi da un elettore come lei? Chiede il conduttore. E lei: «Questo. Ho sentito un dibattito tra addetti ai lavori e sui giornali in questi giorni sul fatto che questo fosse un voto di protesta o di cambiamento. Mi dica lei che differenza c’è tra l’uno e l’altro. Lei me lo deve dire perché ce so’ stata parecchio a pensare. Uno che protesta poi vuole cambiare, è consequenziale. “No, no, no”, ha detto il premier. “Questo è un voto per il cambiamento”. Sì, ma sarà anche di protesta perché sennò votavano te”. Quando Floris le fa notare che tra i meriti di Renzi c’è quello di aver messo giovani nel partito afferma: “Adesso ci sono i giovani a dibattere”, dice lui. E lei: "…I giovani? Ahah. I giovani? I giovani d’età", risponde lei evidentemente sfottendo.
Poi continua: "Lì dev’essere successo qualcosa. Lui ha fatto un ragionamento perché si è mosso abolendo tutta una serie di cose che facevano parte del nostro patrimonio, tra cui i comizi e la passione trasmessa sui palchi. Lui tutto questo l’ha tolto e l’ha rinchiuso nella Leopolda, nei piccoli teatri dove si incontrano. Dopodiché, se lei vede, quelli del M5S stanno in piazza tutti i giorni sei volte al giorno. Lui avrà pensato: “La vecchia sinistra…”. Come se la sinistra fosse vecchia o nuova. La sinistra è sinistra. È vitale per i popoli, per la coscienza, per la sopravvivenza». La domanda sul referendum: “Vogliono cambiare la Costituzione quasi di un terzo. Ma in una situazione come questa, con dieci milioni che non si possono curare, milioni di giovanissimi senza lavoro o in povertà assoluta: è questo il momento di dividere un paese sul cambiare la Costituzione? Dicendo che chi è contro vuole la rovina del Paese? Ma questo è mostruoso: perché deve diventare un voto contro di lui? E’ lui che si pone costantemente al centro di tutto, è chiaro che poi diventi te il riferimento su tutto”. “A Roma ci sono zone che non hanno l’acqua o le fogne. Molti dentro il PD nemmeno lo sanno. E poi ti preoccupi che non ti votino? Ma è inevitabile! Non ti sentono più!”. 
Non è la sola elettrice di sinistra a convergere sul M5s, ci sono anche altri esponenti come Gianni Vattimo che ha pubblicamente dichiarato di aver votato l’Appendino a Torino, Paolo Berdini ex veltroniano che sarà il futuro assessore all’urbanistica della Capitale ed ovviamente Dario Fo che ormai è diventato una delle icone del movimento.
autore / intelligo
caricamento in corso...
caricamento in corso...
[Template ADV/Publy/article_bottom_right not found]