Moretti (Pd): «Finanziamento pubblico? Sì al due per mille. Casaleggio fa propaganda e i suoi si occupino del bene dell’Italia»

22 luglio 2013 ore 16:33, Marta Moriconi
Moretti (Pd): «Finanziamento pubblico? Sì al due per mille. Casaleggio fa propaganda e i suoi si occupino del bene dell’Italia»
«Finanziamento pubblico ai partiti? Sostengo la proposta di Fiano del Pd. Fermo restando la tutela dei lavoratori». La deputata piddina, Alessandra Moretti, ha scelto questa strada per parlare di un tema che in queste ore sta riaccendendo le polemiche. Quanto alla porta chiusa in faccia al Pd da Casaleggio, la Moretti la apre per risbatterla lei: «Farebbe bene, Casaleggio, ad invitare i parlamentari pentastellati a darsi da fare per condividere le scelte più importanti per il Paese. La smetta con la propaganda». E sul ddl anti-omofobia da membro della Commissione Giustizia ritiene che vada data «un’accelerata forte». Lo stop al finanziamento pubblico ai partiti. Non ‘è pace. Bianconi e Sposetti hanno dichiarato rispettivamente che “si vuole un nuovo piazzale Loreto” e che è “una violenza alla democrazia”. Ci sono però opinioni differenti. Qual è la sua? «Il tema del finanziamento pubblico ai partiti va affrontato con grande serenità, tenendo conto che i tempi sono cambiati e che la politica deve dare un segnale forte di discontinuità rispetto al passato. Trovo che la proposta di Fiano del Pd sia assolutamente condivisibile perché prevede un finanziamento da parte dei privati, si deve poter devolvere il due per mille, e degli atti di liberalità soggetti a un trattamento fiscale agevolato». Che pensa invece dell’alternativa proposta dai politologi Pizzimenti e Ignazi  che trovano una sponda con Fabrizio Barca: tetto di 30mln e fondi ai partiti con statuti? «Per quanto riguarda il finanziamento pubblico, quello che rimarrebbe almeno, sono d’accordo: dovrebbe essere garantito solo a quei movimenti che dimostrano di avere uno Statuto democratico, con delle regole di trasparenza e che tutelino la democrazia interna. Ricordo che l’art. 49 della Costituzione cita: “Tutti i cittadini hanno diritto di associarsi liberamente in partiti per concorrere con metodo democratico a determinare la politica nazionale”. Quindi è la Costituzione a parlare di democrazia nei partiti». Tutelare i dipendenti dei partiti a rischio. Come? C’è chi suggerisce il modello australiano, come Sel. «Il partito democratico ha molti dipendenti che vanno tutelati e a cui vanno estese le regole. Vanno garantite le posizioni e i diritti dei lavoratori. A maggior ragione in questa fase di crisi». Casaleggio ha dichiarato: “Mai un’alleanza con il Pd”. Cosa rispondete? «Farebbe bene, piuttosto ad invitare i deputati e i senatori pentastellati a darsi da fare per condividere le scelte più importanti per il bene del Paese. Ad oggi il M5S ha fatto grandi proclami e ha dimostrato di non sapere essere all’altezza del ruolo istituzionale. Per cambiare il Paese, occorre darsi da fare in Parlamento, nelle Commissioni. La smetta di pensare unicamente alla propaganda». Ddl anti-omofobia. Ci sono obiezioni e resistenze. La sua opinione? «Sono in Commissione Giustizia e ritengo che su questo argomento vada data un’accelerata forte. Perché i diritti non possono aspettare e perché il Parlamento ha il dovere di tutelare la dignità di tutte le persone senza alcuna distinzione, in applicazione a quanto ci ricorda la nostra Costituzione con l’art.3. La proposta di Scalfarotto e di Leone è assolutamente condivisibile ma siamo pronti ad apportare le modifiche che dovessero essere ritenute necessarie, fermo restando che sui diritti non si scherza. Il Paese è più avanti del legislatore e deve adeguarsi ai tempi». A chi parla di incostituzionalità di questa legge cosa risponde? L’idea di campi di rieducazione, poi, ha sollevato polemiche. «La sanzione, la pena, ha sempre una finalità rieducativa, ce lo insegna il codice penale. E’ un aspetto fondamentale. Il fatto che nelle scuole vengano introdotti l’insegnamento al rispetto della e delle diversità, alla parità di genere, è un segnale importante che si porta avanti da tempo poi. Non trovo nulla di così eclatante».
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