Unioni gay, Scalfarotto: “Dopo Strasburgo, road-map di Renzi da applicare inderogabilmente"

22 luglio 2015, Lucia Bigozzi
Unioni gay, Scalfarotto: “Dopo Strasburgo, road-map di Renzi da applicare inderogabilmente'
“La Corte europea afferma che in Italia c’è una violazione dei diritti umani: non è onorevole per un grande Paese come il nostro. Considero credibile il cronoprogramma di Renzi ma ora dopo la sentenza di Strasburgo, va applicato in maniera inderogabile”. Così il dem Ivan Scalfarotto, sottosegretario alle Riforme, da sempre in prima linea sui diritti gay, commenta la notizia del giorno. Nella conversazione con  Intelligonews spiega perché ha interrotto il digiuno e cosa a questo punto si aspetta dal governo. 

Come legge la sentenza della Corte europea dei Diritti dell’uomo?

«Una sentenza come questa non è mai una cosa che fa onore al Paese che la riceve. E quando questo Paese è l’Italia, ovvero la culla del Diritto, la patria di Cesare Beccaria e uno degli Stati che hanno fondato l’Unione europea, è ancora meno onorevole. Di fatto si afferma che in Italia c’è una violazione dei diritti umani»

Perchè ha interrotto lo sciopero della fame per sollecitare l'approvazione della legge sulle unioni gay che peraltro non procede così speditamente? 

«Ho interrotto sabato scorso, dopo venti giorni di digiuno proprio per richiamare l’attenzione su una situazione che non faceva onore al nostro Paese e che era anche causa di grave imbarazzo per l’Italia; questa sentenza conferma quello che io ho cercato di far comprendere attraverso la mia iniziativa. Ho interrotto il digiuno perché Renzi ha fissato un crono-programma che ritengo credibile. Ovviamente, questo crono-programma, soprattutto dopo la sentenza della Corte europea dei Diritti dell’uomo, applicato in modo assolutamente inderogabile»

Le lancio una provocazione: su temi come questi arrivano sempre prima i giudici che la politica, come nel caso della sentenza della Cassazione sul cambio di sesso all’anagrafe per i transessuali anche senza il cambio fisico di sesso? Perchè?

«Beh, arrivano prima ma non è questione di questo governo; è questione della politica italiana che spesso si muove con una cautela e una prudenza assolutamente eccessive che fanno perdere credibilità nei confronti della pubblica opinione. Credo che l’antipolitica non sia solo legata alla corruzione o al malaffare ma anche all’incapacità della politica di stare dietro ai grandi cambiamenti sociali che specie nel tempo che viviamo sono molto veloci. La politica ha davanti a sé una sfida: governare la realtà non per come la si vorrebbe ma per quella che è; quindi quando un tema come quello delle unioni gay è parte normale della nostra vita quotidiana e tutti i Paesi occidentali hanno già trovato i tempi per legiferare, non comprendere che questo nostro ritardo provoca delle conseguenze è un posizione miope»

Cosa risponde ai movimenti cattolici che criticano la decisione e mettono in correlazione l’accelerazione giudicata ‘sospetta’ sulle questioni omosessuali e una certa reticenza della Chiesa?

«Non sono in grado di commentare le vicende interne alla Chiesa cattolica. Essendo un non credente mi astengo rispettosamente; credo che la Chiesa stia facendo il suo mestiere e che la politica debba fare il proprio. Di conseguenza, chi parla di accelerazione sospetta quando l’Italia si trova un ritardo che la conduce a essere condannata dalla Corte europea dei Diritti dell’uomo, produce involontariamente un effetto comico»

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