Unioni gay, contro il golpe di magistratura, Strasburgo e partito radicale di Renzi i cattolici che fanno?

22 luglio 2015, Fabio Torriero
Una San Giovanni 2? E’ ora che i cattolici scelgano di scendere nuovamente in piazza. A settembre, ottobre, prima possibile. Nel
Unioni gay, contro il golpe di magistratura, Strasburgo e partito radicale di Renzi i cattolici che fanno?
nome e nel segno di quel meraviglioso, libero e plurale, popolo (cattolico e non solo), quel popolo-sovrano; il quale, libero da legami e vincoli, ha dimostrato di rispondere con forza, coraggio e positività al pensiero unico-gender, alla dittatura del relativismo, al politicamente, culturalmente e anche al “religiosamente” corretto (ultima novità).

E non importa se coinciderà col Giubileo della Misericordia o col Sinodo della famiglia.

Meglio. La pressione della piazza è buona, è testimonianza identitaria, attiva, pubblica, non prova muscolare. Serve da deterrente per fermare, respingere, contrastare, operazioni ordite dall’alto, compromessi al ribasso, da parte di caste (italiane ed europee) non elette dal popolo, che mirano a legittimare giuridicamente una rivoluzione antropologica che sostituisce il vero col falso. La pressione della piazza serve pure a scombinare equilibri e rendite di posizione (orticelli personali); a cominciare dalle ambigue diplomazie tra Santa Sede e Palazzo della Politica.

Misericordia sì, ma verità. Vale per tutti. Nulla contro le persone, tutti noi stessi contro leggi sbagliate.

Gli obiettivi? Denunciare i tanti golpe che si stanno attuando in queste ore sulla nostra pelle. E che ci consentono di leggere in profondità le ultime sospette accelerazioni in tema di diritti civili e di famiglia (sempre dietro la coltre della comunicazione buonista e democratica): l’annuncio di Renzi sul ddl Cirinnà, la legge finalizzata a legalizzare la cannabis, la Corte Europea che condanna l’Italia, rea di non riconoscere ancora le unioni civili, e la scissione giustificata dalla Corte di Cassazione tra “sesso fisico” e “sesso mentale”, per quanto riguarda i trans e la loro identità di genere.

Chi fa i golpe? 

La Corte europea per i diritti umani (casta non eletta dal popolo) che sta imponendo all’Italia una visione della vita e della famiglia che, al momento, non è né prevista dalla Costituzione, né regolata da leggi approvate in via definitiva.
E poi, la solita magistratura (non eletta dal popolo) che fa diritto, scavalcando le leggi vigenti (ma i magistrati non devono solo eseguirle?), in senso ideologico. 

Unioni gay, contro il golpe di magistratura, Strasburgo e partito radicale di Renzi i cattolici che fanno?
Strategie a tavolino che mirano a erodere, consumare, indebolire dall’esterno un’ossatura comunitaria
, un tempo anche religiosa, insomma i tratti identitari del nostro popolo.

Come stanno facendo Renzi e il suo governo (un premier non eletto dal popolo). 

Sta gradualmente smontando le uniche cose serie che a livello culturale e civile il centro-destra aveva fatto (a differenza delle riforme tanto annunciate e mai completate): la Bossi-Fini in materia di immigrazione; la Fini-Giovanardi, in materia di droghe leggere. Il blocco dei Pacs-Dico. Leggi rimpiazzate dall’abolizione del reato di immigrazione clandestina (e stiamo vedendo i danni di questo sbianchettamento), dalla liberalizzazione della cannabis (con i danni che ben presto vedremo, basta leggere i recenti episodi di cronaca nera) clamorosamente in controtendenza con le politiche anti-fumo che lo stesso governo sta emanando, fino alla codificazione della famiglia arcobaleno, con annessi e connessi.

La verità è che Renzi sta costruendo una società a misura di “partito radicale di massa” (altro che partito della nazione). E i cattolici che fanno?  

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