17enne sgozzato, Bruzzone: "I nuovi mostri lucidi da videogame". E su Bossetti: "Ho dei dubbi"

22 luglio 2015, Andrea De Angelis
Secondo la ricostruzione degli investigatori il 17enne Ismaele Lulli, che fisicamente “era anche più prestante” dei due arrestati, “è stato preso alla sprovvista, è stato tramortito“, forse “con un calcio alla testa”. “Poi hanno cercato di legarlo con un nastro da pacchi ed è spuntato fuori il coltello che ha colpito il ragazzo in una zona vitale”. In questa “furia”, ha spiegato il colonnello dei carabinieri Antonio Sommese, Ismaele “è stato quasi decapitato, è stato sgozzato: la morte è stata rapida, l’emorragia immediata e molto violenta”. 
Il movente sarebbe, dicono i carabinieri, la gelosia. La modalità è tra le più atroci possibili. Su questo secondo aspetto verte l'intervista di IntelligoNews a Roberta Bruzzone. La criminologa ha spiegato cosa c'è dietro una simile strategia, concedendoci poi anche una battuta su un altro argomento: il presunto suicidio di Bossetti in carcere...

17enne sgozzato, Bruzzone: 'I nuovi mostri lucidi da videogame'. E su Bossetti: 'Ho dei dubbi'
Cosa c'è dietro questa violenza? Il mondo dei videogiochi, i video dell'isis, la realtà virtuale e quella mediatica si sovrappongono al reale?

«Il movente della gelosia mi pare tra i più classici in assoluto, mentre la modalità testimonia una premeditazione visto che la vittima è stata portata in un luogo appartato, simulando poi un allontanamento volontario. L'elemento che in qualche modo stupisce, ma visti i tempi neanche più di tanto, è l'estrema lucidità sia nella fase esecutiva che nella parte legata al depistaggio». 

Perché dice "visti i tempi"? Cosa è cambiato rispetto al passato?

«La consapevolezza sempre maggiore dei soggetti violenti. Una parte organizzativa legata non solo all'esecuzione vera e propria, ma anche al dopo, al cercare di depistare così da non avere elementi a proprio carico. Questo ormai riguarda anche i giovani, abbiamo assistito a molti casi di questo genere».  

Quali sono gli ambiti che conducono a questo?

«L'ambito televisivo così come i videogiochi molto violenti. Tutto ciò rende molto facile il varcare la soglia della fantasia per arrivare alla realtà, all'omicidio vero e proprio. In questo caso il movente della gelosia sarebbe riconducibile anche ad alcuni post su Facebook che non sarebbero stati graditi...». 

Anche i social oltre ai videogiochi...

«I social non sono più virtuali, l'impatto negativo della cosiddetta identità negativa è sempre più concreto e reale. Non si può più scindere l'identità virtuale, dei social media da quella reale e le due identità in alcuni casi si incontrano tragicamente attraverso questo genere di vicende». 

Venendo al presunto suicidio di Bossetti, legato sembrerebbe al tradimento della moglie e per ora confermato solo dal suo legale, lei che idea si è fatta?

«Avendo studiato le carte se mi chiede di commentare il lato tecnico posso darle delle opinioni sensate, ma su questo genere di notizie francamente nutro una grande perplessità, nel rispetto dell'umana sofferenza che riguarda ovviamente anche Bossetti».  

Si spieghi meglio. 

«Ci andrei un po' cauta data anche la mediacità della vicenda. Siamo davanti ad un uomo che in buona sostanza ha preso un ko su tutto, dunque questo può generare in maniera comprensibile uno sconforto ulteriore da parte dell'imputato. Però che tutto ciò che succede a quest'uomo debba immediatamente rimbalzare sulle pagine dei giornali, a me oggi sembra decisamente troppo».  

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