Prefetti, Tonelli (Sap): “Vado a Casale San Nicola. Rischio collasso se continua lo scarica barile"

22 luglio 2015, Lucia Bigozzi
Prefetti, Tonelli (Sap): “Vado a Casale San Nicola. Rischio collasso se continua lo scarica barile'
“La politica dell’immigrazione? Flop totale. Il governo non può scaricare sui prefetti e sui cittadini. La situazione rischia il collasso”. Così Gianni Tonelli, segretario nazionale del Sap, legge la ‘rivolta’ dei prefetti nella conversazione con Intelligonews e annuncia che oggi sarà a Casale San Nicola per incontrare il Comitato di residenti contrari all’arrivo di un centinaio di migranti, ospitati da una settimana in una struttura del quartiere alla periferia nord di Roma dove vivono cinquecento persone. 

Come valuta la protesta dei prefetti che non vogliono essere capri espiatori della lotta politica?

«Il problema è chiarissimo e solo chi ha un fine politico-ideologico non lo vede. In questo momento stiamo facendo il passo più lungo della gamba e rischiamo di azzopparci. La politica dell’accoglienza sia sotto il profilo laico intesa come solidarietà che sotto il profilo religioso intesa come carità, deve essere operata ma non possiamo andare oltre la possibilità di metabolizzazione dei territori e dei cittadini. Gli italiani continuano a patire gli effetti della crisi e una tassazione eccessiva; in questo contesto pretendiamo non di aprire ma di spalancare le frontiere agli immigrati. Trovo ridicoli quei politici che magari a fronte di indennità che viaggiano sui duecento mila euro all’anno indignarsi di fronte alle proteste della gente e parlare di accoglienza senza avere la minima idea dell’impatto che va a creare nelle realtà locali. In tutto questo il governo cosa fa? Scarica sui prefetti che sono in difficoltà come del resto noi forze di Polizia costretti a fare da ammortizzatori come successo alle porte di Roma, a Casale San Nicola».

A proposito di Casale San Nicola, adesso qual è la situazione dopo gli scontri della scorsa settimana?

«Proprio oggi vado a incontrare il comitato di residenti per rendermi conto direttamente della situazione anche se le immagini dei filmati sono chiare: ho visto caschi che non dovevano stare tra i cittadini, ovvero alcune persone col volto travisato, ma ho visto anche tante mamme, tante sorelle e tanti bambini».

Secondo lei cosa è che non funziona: è la rigidità degli ordini di Alfano oppure dei prefetti che magari potrebbero agire con un margine di discrezionalità tenendo conto della situazioni locali?

«E’ l’indirizzo politico ad essere sbagliato: il governo pretende dalle comunità locali un livello di metabolizzazione che non hanno rispetto al fenomeno di un’immigrazione massiccia che oltretutto andrà ad aumentare. I prefetti hanno il compito ingrato di fare scelte ma a fare acqua da tutte le parti è l’indirizzo del governo. La situazione rischia il collasso. Sono stato a Pozzallo, a Mineo e nei giorni scorsi a Crotone e sono convinto che il metodo di gestione continui a non funzionare, perché alla fine si scaricano tutti i disagi sui cittadini in nome di un buonismo ideologico che non produce niente di positivo. Attenzione: non sottovalutiamo, come spesso vedo fare dai politici, che la maggioranza degli italiani è contraria a forme di accoglienza come quelle che sono state decise a livello centrale. E facciamola finita con questa litanìa sul razzismo, è pura demagogia: l’errore lo sta facendo il governo, non i cittadini».

Come giudica la decisione del ministro degli Interni di rimuovere il prefetto di Treviso?

«Si è trattato di una grande stupidaggine derivata da arroganza e autoreferenzialità. A sbagliare è l’esecutivo non il prefetto che nello spazio di poche ore deve gestire una situazione complessa. L’input del trasferimento credo sia arrivato dal governo perché se fosse stata una decisione di Alfano sarebbe la prima volta… ».

Da addetto ai lavori cosa direbbe al ministro dell’Interno?

«Gli direi che dovrebbe riflettere a fondo su come sta gestendo la politica della sicurezza; non si può concepire una riforma prevedendo tagli selvaggi come invece sta accadendo. Per quanto riguarda la gestione dell’immigrazione direi che finora si è rivelata un flop totale. E gli effetti sono sotto gli occhi di tutti»


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autore / Lucia Bigozzi
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