Sospesa la condanna a morte di Asia Bibi

22 luglio 2015, Americo Mascarucci
La Corte suprema del Pakistan ha sospeso la condanna a morte di Asia Bibi per blasfemia in attesa di esaminare il ricorso presentato dal legale della donna cristiana accusata di aver bestemmiato il profeta Maometto. 

Sospesa la condanna a morte di Asia Bibi
La donna ha sempre negato questa circostanza, ma purtroppo contro di lei ci sono le testimonianze di due donne musulmane con le quali Asia ha avuto un’accesa discussione per prelevare l’acqua da un pozzo. La testimonianza delle due donne che hanno negato ad Asia il diritto di attingere da quel pozzo in quanto cristiana, è valsa da sola a far comminare alla donna la condanna a morte in primo grado ed in appello, nel Paese in cui vige ancora il reato di blasfemia introdotto dall’ex criminale Zia, “l’osceno dittatore” come lo definiva Oriana Fallaci, che per assicurarsi l’appoggio dei fondamentalisti islamici introdusse questa legge rivolta a reprimere le minoranze etniche e religiose, i cristiani su tutti. 

Asia Bibi è in carcere da 2220 giorni, stremata nel fisico, debilitata dal duro regime detentivo e dalle percosse subite e ora il suo legale, dopo aver ottenuto la sospensione della pena capitale, ha deciso di chiedere anche la liberazione della donna o quanto meno la detenzione domiciliare.  Ora il destino di Asia è nelle mani dei giudici della Corte suprema che potrebbero cancellare la condanna a morte come confermarla. 

Purtroppo il destino di Asia è condizionato dal potere che i fondamentalisti islamici esercitano da sempre sulle istituzioni e nel Paese. Anche la sentenza d’appello,  stando alle accuse del legale della donna, sarebbe stata fortemente influenzata dalle pressioni e dalle minacce che gli islamisti radicali avrebbero indirizzato verso i giudici di secondo grado. Ora Asia è giunta davvero all’ultima spiaggia, se anche la Corte suprema dovesse confermare per lei la pena capitale, la donna cristiana diventata il simbolo dell’intolleranza religiosa in Pakistan, nonostante la forte mobilitazione internazionale in suo favore, non avrebbe più alcuna possibilità di salvezza. Che Dio l’aiuti. 
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