Quale centrodestra, Di Stefano (FI): "Tutti insieme tra la gente per tornare a vincere"

22 luglio 2016 ore 10:43, Andrea De Angelis
Mercoledì 20 luglio si è tenuto a Roma l'incontro dal titolo: "Quale centrodestra: un contributo di idee per tornare a vincere". Una tavola rotonda organizzata da Forza Italia, ma alla quale hanno partecipato parlamentari e politici di altre forze politiche del centrodestra italiano. 
Si è parlato di idee, programmi, rinnovo della classe dirigente, e ipotesi per riaggregare lo schieramento moderato, in vista pure del prossimo referendum costituzionale.
IntelligoNews ha intervistato Fabrizio Di Stefano, parlamentare di Forza Italia...

Qual è il motivo di questa iniziativa?
"La volontà di tornare a vincere. Per farlo dobbiamo segnare alcuni punti essenziali. Innanzitutto ripensare un centrodestra unito, con il coinvolgimento di tutti i parlamentari che vengono da provenienze diverse, ma sempre del centrodestra. Occorre un progetto politico chiaro che ribadisca i valori e i punti essenziali tipici della storia della centrodestra e per i quali gli elettori in passato ci hanno dato grandi consensi. E in alcune realtà continuano a darceli, nelle ultime amministrative abbiamo vinto in tante realtà, da Cosenza a Novara. Anche Bologna non è andata male. Pensiamo a Chieti e a Perugia tornando indietro. Si vince con un progetto, con uomini credibili, tornando a parlare delle tematiche del centrodestra in termini economici, etici, valoriali, sociali. Fare quelle battaglie che il centrodestra unito ha sempre fatto e quando le ha fatte bene è stato premiato". 

Quale centrodestra, Di Stefano (FI): 'Tutti insieme tra la gente per tornare a vincere'
Che tipo di tavolo è quello di oggi?
"Un tavolo aperto, che lavora per il futuro e continueremo con tavoli tematici. Un tavolo dove non primeggia nessuno, ma dove ciascuno dà un contributo per tornare a vincere". 

Oggi non ci sono leader, ma tanti parlamentari. A parlare è la base?
"Vogliamo essere un numero di parlamentari che indipendentemente dal gruppo di appartenenza si ritrova in questo concetto. Non vuole parlare di leadership e organigrammi, ognuno riconosce il leader del suo partito, ma per tornare a vincere occorre anche un progetto credibile e programma politico che incontri le simpatie e i desiderata di quella gente che dobbiamo tornare a incontrare per strada, nelle piazze. Gente che forse troppo spesso abbiamo abbandonato". 

Si sono visti due modelli di centrodestra alle ultime elezioni: a Roma con Salvini e Meloni contro tutti, a Milano dove tutti invece si andava insieme. Una sorta di Cdl 2.0. Qual è il modello che le piace di più?
"Sicuramente il modello Milano. D'altronde questo incontro di oggi ricalca quel modello: tutti insieme, nessuno primeggia per tornare a vincere. Forse partendo prima con quel tipo di progetto avremmo vinto a Milano e sarebbe stato un segnale importantissimo, se non definitivo per il Governo Renzi. Oggi abbiamo un altro segnale da dare, quello del referendum costituzionale. Tutti insieme per tornare a vincere dopo aver battuto Renzi". 




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