Quale centrodestra, Russo (FI): "La nostra non è una vocazione minoritaria"

22 luglio 2016 ore 10:54, Andrea De Angelis
Mercoledì 20 luglio si è tenuto a Roma l'incontro dal titolo: "Quale centrodestra: un contributo di idee per tornare a vincere". Una tavola rotonda organizzata da Forza Italia, ma alla quale hanno partecipato parlamentari e politici di altre forze politiche del centrodestra italiano. 
Si è parlato di idee, programmi, rinnovo della classe dirigente, e ipotesi per riaggregare lo schieramento moderato, in vista pure del prossimo referendum costituzionale.
IntelligoNews ha intervistato Paolo Russo, parlamentare di Forza Italia...

Perché oggi è presente a questo incontro?
"Intanto per il piacere di cominciare a ragionare delle questioni, dei temi provando a recuperare le posizioni tradizionali del centrodestra. Penso alle questioni che riguardano le tasse piuttosto che la famiglia e la giustizia. Cominciare a ragionarne tra parlamentari, senza padroni, senza padrini, senza correnti. Tutti insieme, per indicare una strada che è quella di stare insieme in un recinto composto che guarda al Paese. Così potremo aspirare a governare questo Paese offendo soluzioni condivise e soprattutto credibili". 

Oggi non sono presenti qui leader di partito, ma molti parlamentari. A parlare è dunque la base? Quella politica che ascolta di più il territorio?
"Ci sono numerosi parlamentari che stanno con forza sul territorio, nonostante il sistema elettorale tenda a distanziare gli eletti dai cittadini. Abbiamo provato a mettere insieme un po' di parlamentari partendo dal basso, dai sentimenti che si sentono sui territori. Dalle passioni, dalle vivacità, dalle intelligenze, da tutto quello che è fermento sui territori. E proviamo ad offrire tutto questo al centrodestra. La nostra non è una vocazione minoritaria, ma il tentativo di costruire un grande recinto nel quale il centrodestra liberale possa esistere, essere competitivo e provare a vincere". 

Quali sono le idee che proponete?
"Non dobbiamo inventare granché, semmai vivacizzare la nostra storia, la parte migliore del nostro passato. Meno Stato e più cittadino, meno tasse e più libertà di impresa, più giustizia e insieme più giustizia sociale. Lavorare su questi temi per fare in modo che siano la partita fondante delle prossime tornate elettorali. Intanto c'è un appuntamento importante che è quello del referendum costituzionale d'autunno. Votando tutti insieme no avremo già costruito una importante aggregazione di moderati, di riformisti, di liberali pronti ad offrirsi al governo del Paese". 
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