Quale centrodestra, Laffranco (FI): "Maggioranza italiani non è di sinistra, bisogna rappresentarli"

22 luglio 2016 ore 11:38, Andrea De Angelis
Mercoledì 20 luglio si è tenuto a Roma l'incontro dal titolo: "Quale centrodestra: un contributo di idee per tornare a vincere". Una tavola rotonda organizzata da Forza Italia, ma alla quale hanno partecipato parlamentari e politici di altre forze politiche del centrodestra italiano. 
Si è parlato di idee, programmi, rinnovo della classe dirigente e ipotesi per riaggregare lo schieramento moderato, in vista pure del prossimo referendum costituzionale.
IntelligoNews ha intervistato Pietro Laffranco, parlamentare di Forza Italia...

Perchè ha deciso di partecipare a questa iniziativa?
"Non voglio morire renziano, tantomeno consegnare l'Italia ai 5 Stelle. Quindi voglio dare un mio contributo per la ricostruzione del centrodestra che è maggioranza nel Paese. Ancora oggi, nonostante le difficoltà, è alla pari nei sondaggi con le altre forze politiche. C'è la possibilità, anche solo riorganizzandosi, di vincere le elezioni e dare un buon governo all'Italia". 

In un'Italia divisa in tre tra centrosinistra, centrodestra e 5 Stelle quali sono le vostre idee e quali le persone dalle quali ripartire?"
"Le nostre idee sono quelle di sempre. Valori condivisi, la differenza dell'interesse nazionale soprattutto in Europa dove il Governo deve smettere di andare con il cappello in mano, una politica estera seria, una politica interna con meno tasse, meno burocrazia, meno spesa pubblica. Dare a professionisti e agricoltori la possibilità di svolgere il proprio mestiere con meno controlli. In buona sostanza sono le nostre idee tradizionali. La famiglia. E dobbiamo ripartire dal basso, dai nostri elettori, dai consiglieri comunali, dai sindaci. Tornare anche a selezionare in maniera seria la classe dirigente". 

Quale centrodestra, Laffranco (FI): 'Maggioranza italiani non è di sinistra, bisogna rappresentarli'
Insomma, prima il programma e poi il leader?
"Assolutamente sì. In questo momento il centrodestra c'è solo nella testa dei cittadini. Anche le recenti iniziative amministrative hanno dimostrato che un'idea unica di centrodestra non c'è. Noi vogliamo invece contribuire a ricostruirla". 

Elezioni dove abbiamo visto due modelli, Roma e Milano. Qual è quello vincente? I numeri hanno detto Milano, anche se si è solo sfiorata la vittoria. Quello è il modello da seguire?
"Forse il modello non è nessuno dei due, ma quello di un centrodestra largo, capace di intercettare forze e vitalità nuove provenienti dalla società. Ma anche capace di valorizzare la propria classe dirigente. Infatti il centrodestra dove si è organizzato bene, con proposte serie e uomini e donne capaci ha vinto le elezioni sorprendentemente, in diversi posti. Roma non ha funzionato per nulla, ma neanche Milano ha funzionato perché, pur avendo ottenuto un risultato migliore, alla fine non ha vinto. Bisogna fare quello che sappiamo fare, cioè essere interpreti della maggioranza degli italiani che non sono di sinistra". 
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