Quale centrodestra, Catanoso (FI): "Basta pezzi messi insieme con la colla, ora il programma"

22 luglio 2016 ore 11:56, Andrea De Angelis
Mercoledì 20 luglio si è tenuto a Roma l'incontro dal titolo: "Quale centrodestra: un contributo di idee per tornare a vincere". Una tavola rotonda organizzata da Forza Italia, ma alla quale hanno partecipato parlamentari e politici di altre forze politiche del centrodestra italiano. 
Si è parlato di idee, programmi, rinnovo della classe dirigente e ipotesi per riaggregare lo schieramento moderato, in vista pure del prossimo referendum costituzionale.
IntelligoNews ha intervistato Basilio Catanoso, parlamentare di Forza Italia...

Perché ha deciso di far parte di questo tavolo?
"Credo che sia un nostro dovere quello di interpretare la voglia degli elettori di centrodestra di parlare, ragionare. Di avere una piattaforma programmatica che ci permetterà di immaginare un governo del Paese serio e di centrodestra. Fino ad oggi non è accaduto perché ognuna ha le proprie idee, ma se manca il confronto con gli altri questo comune denominatore che ci lega non riusciremo a farlo partire". 

Oggi non ci sono leader di partito, ma tanti parlamentari e amministratori locali. A parlare è la base, quella parte più vicina ai territori?
"Il tentativo è quello di fare noi da cinghia di trasmissione. Non perché si abbia qualcosa contro i leader, anzi spero che qualcuno possa anche venirci a trovare. Ma come singolo parlamentare il tentativo non è di fare altre correnti e correntine. Chi è dentro un gruppo di amici ci resta, io ad esempio sono sempre stato amico di Matteoli e continuo ad esserlo. Ma c'è la voglia di parlare e di creare un denominatore comune. Siamo qui per questo". 

Alle elezioni abbiamo visto tanti centrodestra. Il modello Milano, il modello Roma. Secondo lei qual è quello migliore?
"Secondo me quello allargato. Io sono siciliano, speriamo di provarlo proprio in Sicilia. Un modello come il vecchio modello del centrodestra allargato. Un modello ampio, che abbia un denominatore comune sul programma, sulle cose da fare. Non più pezzi messi insieme con la colla, ma la volontà di portare a compimento un progetto che deve essere quello che gli italiani di centrodestra si aspettano". 

Concentrarsi sul programma vuol dire posticipare la decisione sulla leadership?
"Io credo che questo sia naturale, noi dobbiamo confrontarci sulle cose da fare. Il leader poi nasce da solo, non credo sia un problema il candidato. Noi abbiamo un leader del centrodestra che è Silvio Berlusconi, ci va bene. Vediamo poi cosa accadrà".
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