Quale centrodestra, Palmizio (FI): "Meno urlanti e populisti, il leader è Berlusconi"

22 luglio 2016 ore 12:48, Andrea De Angelis
Mercoledì 20 luglio si è tenuto a Roma l'incontro dal titolo: "Quale centrodestra: un contributo di idee per tornare a vincere". Una tavola rotonda organizzata da Forza Italia, ma alla quale hanno partecipato parlamentari e politici di altre forze politiche del centrodestra italiano. 
Si è parlato di idee, programmi, rinnovo della classe dirigente e ipotesi per riaggregare lo schieramento moderato, in vista pure del prossimo referendum costituzionale.
IntelligoNews ha intervistato Massimo Palmizio, parlamentare di Forza Italia e coordinatore del partito in Emilia-Romagna...

Qual è oggi il vostro progetto e perché ha deciso di partecipare a questo incontro?
"Credo che questa iniziativa che sta facendo Di Stefano insieme ad altri amici parlamentari sia molto importante per dare un contributo di idee alla rinascita di un centrodestra moderno che possa contrastare il centrosinistra al governo. Noi in Emilia-Romagna abbiamo una situazione molto complicata, è difficile ottenere buoni risultati anche se in questa tornata elettoratale su 50 Comuni al voto ben 22 sono stati vinti dal centrodestra rispetto agli 8 precedenti. Quindi si riparte dai piccoli Comuni, dalle comunità. Il problema adesso è capire la strategia, dopo il No al referendum, per conquistare il governo del Paese e la fiducia dei cittadini". 

Oggi non sono presenti i leader, ma molti parlamentari. Vuol dire ripartire dalla base, ascoltare di più i territori?
"Credo sia opportuno che il nostro partito, Forza Italia, ma anche le altre forze di centrodestra e coloro che si sono allontanati e stanno cercando di rientrare ripartano non solo dagli iscritti, ma dagli eletti di ogni ordine e livello a partire dal consiglio comunale. Più siamo, più ci confrontiamo e più possiamo proporre al nostro presidente, nel caso di Forza Italia ovviamente, delle idee vincenti". 

Quale centrodestra, Palmizio (FI): 'Meno urlanti e populisti, il leader è Berlusconi'
Quali sono queste idee? Quanto è importante partire prima dal programma per poi arrivare al leader? In passato abbiamo visto un grande leader e il programma venire dopo, oggi molti dicono il contrario. 
"Molti pensano che non ci sia il leader, ma io lavoro da 34 anni con il presidente e per me il leader c'è ed è Silvio Berlusconi. Evidentemente il programma va studiato con maggiore attenzione nei dettagli, deve essere realizzato. Poi sceglieremo gli uomini che lo porteranno avanti. Un po' come si è fatto a Milano, dove per pochi voti non si è vinto. Credo che il centrodestra debba essere più tranquillo, meno urlante e meno populista per trovare dei sistemi di ottica liberale che purtroppo non siamo riusciti a realizzare perché gli alleati non ce lo permettevano. L'mportante dunque ora è mettere in campo idee, come oggi per esempio, e fornirle al nostro leader per un programma elettorale vincente".

Qual è il rapporto con l'Europa? I populisti urlanti, come ha detto lei, vogliono uscire, voi invece la volete cambiare?
"Noi continuiamo a parlare di forze di centrodestra e centrosinistra, ma l'ottica è diversa, ci sono forze di sistema e antisistema. Forza Italia evidentemente è una forza di sistema che opera per modificarlo per il meglio. Non è contro il sistema. Noi stiamo in Europa, ma questa Europa non ci piace perchè è burocratica ed economica, ma non ha niente di politico. Non c'è politica estera, di difesa. Vogliamo un'Europa più politica, meno burocratica e opereremo per impedire che entrino Paesi che nulla hanno a che vedere con essa". 
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