Parisi, Molteni (LN): “Ha lavorato bene ma ha perso. I modelli vincenti sono quelli di Maroni e Zaia"

22 luglio 2016 ore 13:44, Lucia Bigozzi
“Parisi lancia un modello di centrodestra che a Milano ha lavorato bene ma ha perso. I modelli vincenti sono quelli di Maroni e Zaia con cui si tiene assieme il centrodestra”. Non ha dubbi Nicola Molteni, parlamentare della Lega che nella conversazione con Intelligonews commenta con una buona dose di freddezza il progetto lanciato da Stefano Parisi. E sulla leadership del centrodestra ha un messaggio…  

Stefano Parisi lancia una convention a settembre per riunire il centrodestra. La convince? 

"Cavallo che perde si cambia… al di là delle battute dico che Parisi lancia un modello di centrodestra ma purtroppo a Milano abbiamo perso, è un centrodestra di Milano che ha fatto bene ma ha perso, perché alla fine in politica contano i voti, i numeri e il consenso. Dico che se devo rilanciare un modello di centrodestra che funziona, che governa bene, che dà risposte ai cittadini, che difende i territori, cito due esempi: il modello Lombardia e il modello Veneto, entrambi virtuosi, di efficienza, di buona amministrazione dove, grazie alla capacità di Maroni e Zaia si tiene assieme il centrodestra". 

Sul piano politico secondo lei Parisi ha il profilo del leader? Può essere il nuovo leader del centrodestra, considerando che oggi Berlusconi ha convocato i vertici di Fi e dai rumors dovrebbe nominare proprio Parisi, coordinatore nazionale del partito?

"No. Parisi non ha il profilo del leader che, invece, ha Matteo Salvini. Mi pare che la nomina di Parisi in merito alla quale non entro perché non entro nelle dinamiche di altri partiti, sia più una resa dei conti dentro Fi, ovvero un tentativo di riposizionamento tra i big di Forza Italia. Dico anche che il centrodestra non deve stare assieme per forza, non può essere una fusione a freddo, si sta insieme se c’è condivisione sui temi. Infatti Matteo Salvini, sia su Repubblica che sulla Stampa ha dichiarato che il centrodestra sta insieme se parla con un’unica voce sulle questioni sicurezza, immigrazione, Europa, Turchia e sul tema della famiglia. Quindi, prima vengono i programmi poi vengono le leadership".

Se arrivasse l’invito alla Lega voi andreste alla convention di Parisi? Può essere un interlocutore col quale interfacciarsi?

"E’ stato un interlocutore a livello locale. A Milano abbiamo fatto bene ma se Parisi a un certo punto non avesse deciso di prendere a sberle la Lega e di lisciare il pelo a Lupi e all’elettorato cosiddetto moderato, probabilmente avremmo anche vinto; quindi decide Matteo Salvini. La Lega ha un leader stra-riconosciuto internamente e sarà Matteo Salvini a decidere come interfacciarsi, fermo restando che proprio Salvini ha già detto che il leader di Fi non è Parisi ma Berlusconi. Quindi, ogni tipo di rapporto sarà con Berlusconi". 


autore / Lucia Bigozzi
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