Grillo lascia il simbolo, a chi? Direttorio, Casaleggio ma non solo

22 luglio 2016 ore 15:03, Andrea De Angelis
La notizia la dà una delle principali agenzie italiane, ma era già nell'aria da tempo. Del resto già quanto successo a febbraio era per certi versi un chiaro segnale. Di cose, a onor del vero, ne sono successe in questi cinque mesi: dalla morte di Casaleggio ai trionfi in quel di Roma e Torino. 

Tornando appunto a metà febbraio, allora si disse che il passo di lato di Beppe Grillo dal Movimento 5 stelle aveva avuto il suo primo effetto concreto con l'uscita del nome del leader dal simbolo del M5s. In modo ufficiale e definitivo, tanto che ad annunciarlo fu il blog con un articolo. Per la modifica fu aggiornato anche il “non statuto”, con il blog attento ad invitare tutti gli eletti del Movimento a cariche dello Stato ad utilizzare da allora esclusivamente il nuovo logo.
A quanto apprende l'Adnkronos da fonti accreditate, ci sarebbe in corso un braccio di ferro sulla proprietà del simbolo M5S. E sull'associazione su cui poggia il Movimento e che, fino alla scomparsa di Gianroberto Casaleggio nell'aprile scorso, prevedeva solo quattro soci: lo stesso Grillo, Casaleggio, Enrico Nadasi (commercialista di Grillo) ed Enrico Grillo. 
La questione, viene riferito, sarebbe questa: far uscire nipote e commercialista di Grillo dall'associazione, dunque anche dalla proprietà del simbolo, e fare spazio ai parlamentari: in particolare i membri del Direttorio, ipotesi più accreditata e non smentita. Davide Casaleggio, viene inoltre assicurato, non subentrerebbe al padre nella proprietà del logo. Non sarebbe invece contemplata l'ipotesi di un cambio del simbolo con l'indicazione del candidato premier.

Grillo lascia il simbolo, a chi? Direttorio, Casaleggio ma non solo
Grillo resterebbe -anche nella proprietà del marchio M5S dunque- ma come 'padre nobile', il suo ruolo da legale rappresentante verrebbe dunque meno. Del resto già ad Imola il noto comico aveva annunciato la volontà di donare il simbolo al Movimento. Il punto, però, è a chi. La questione è probabilmente più spinosa di quella che sembra.
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