Prima la gaffe, poi le scuse di Di Maio: lobby dei malati di cancro "come petrolieri"

22 luglio 2016 ore 15:47, Lucia Bigozzi
Prima la gaffe, poi le scuse con annesso (solito) attacco al Pd ‘reo’ di aver “strumentalizzato” la vicenda. E la vicenda è quella che riguarda Luigi Di Maio, candidato premier in pectore del Movimento 5Stelle finito al centro delle polemiche per un ragionamento sulle lobby all’interno del quale c’è una frase che ha fatto drizzare i capelli in testa non solo agli avversari politici. 

“Esiste la lobby dei petrolieri e quella degli ambientalisti, quella dei malati di cancro e quella degli inceneritori. Il problema è la politica senza spina dorsale, che si presta sempre alle solite logiche dei potentati economici decotti” questo il contenuto dell’analisi postata su Facebook con la definizione di “lobby dei malati di cancro” sulla quale è esploso il caso. Pd scatenato sui social contro Di Maio, con la parlamentare Alessia Morani che arriva a coniare un hashtag per l’occasione: #schifo. 

Prima la gaffe, poi le scuse di Di Maio: lobby dei malati di cancro 'come petrolieri'
Poi, il dietrofront. Anzi, le scuse che lo stesso Di Maio posta sul suo profilo Facebook senza tuttavia rinunciare a contrattaccare i dem che lo hanno messo al centro del loro target.
Il vicepresidente della Camera Di Maio scrive di essere “dispiaciuto che a causa delle mie affermazioni, strumentalizzate ad arte dal Pd, le associazioni dei malati di cancro siano finite in una becera polemica politica”. E specifica: “Sento di dover chiarire il senso delle mie parole e di un accostamento ('lobby degli inceneritori' e lobby dei malati di cancro') che può essere apparso infelice: in Parlamento ci sono portatori di interessi negativi, come quelli degli inceneritori, e portatori di interessi positivi, come quelli appunto delle associazioni dei malati di cancro, che devono poter dialogare con le istituzioni affinché il Parlamento approvi leggi a favore del loro diritto alla salute. Le loro sollecitazioni e indicazioni sono preziose per noi portavoce. Mi scuso se le mie parole sono risultate offensive”. Della serie: meglio curare subito che rischiare che la ferita diventi purulenta. Anche perchè, come si sa, su Di Maio sono appuntati gli occhi di buona parte dell'elettorato grillino (e non ) che lo considera il candidato premier naturale alle prossime elezioni politiche e dunque una gaffe del genere non rappresenta certo una "stelletta" sul petto. 

Le scuse di Di Maio chiudono, o almeno cercano di farlo, una querelle spiacevole e di pessimo gusto, non tanto sul piano dei botta e risposta tra politici, quanto e soprattutto per le tante persone che ogni giorno combattono la malattia con coraggio. 

autore / Lucia Bigozzi
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