Morto Don Gallo, non canta più a sinistra. Le differenze con Bergoglio

22 maggio 2013 ore 18:56, Marta Moriconi
Morto Don Gallo, non canta più a sinistra. Le differenze con Bergoglio
E' morto don Andrea Gallo, il prete assistente sociale. Genovese che ne diceva tante. Molte le posizioni discutibili che nel tempo aveva assunto, qualche volta andando proprio a scontrarsi con la dottrina della Chiesa. Per chi ha fede, che lo amasse o meno, è il momento di pregare per lui, per la sua anima. Che nella vita era un'anima inquieta. Prevaleva sempre l'uomo progressista sul suo Ufficio. LA DITTATURA. Missionario prima, è stato in Brasile a San Paulo, dove ha conosciuto la dittatura che probabilmente lo provò non poco psicologicamente e lo condizionò rispetto alle imposizioni dall’alto. Un po’ l’esperienza di Bergoglio, che però non favorevole ai regimi militari, non appoggiò nemmeno i regimi filo-comunisti prova ne è la sua opposizione a Padre Arrupe favorevole alla Teologia della Liberazione. E di stranezze gliene sono successe tante : i superiori salesiani, dopo tre anni presso il loro istituto lo rimossero dall'incarico senza fornirgli spiegazioni, ma è la sua risposta a questa decisione a fornire una pista:  "La congregazione salesiana, dice Andrea, si era istituzionalizzata e mi impediva di vivere pienamente la vocazione sacerdotale". O forse gli impediva di non essere pienamente se stesso, cosa che Don Gallo, nel bene o nel male, ha sempre cercato di fare. LA POLITICA. Ma Don Gallo nel tempo non si è limitato a predicare dal pulpito, pretendendo di indirizzare le masse, quelle che a lui si riferivano, sì verso i più poveri, gli emarginati che in lui trovano un fondamentale punto di ascolto, ma collocandosi politicamente facendo divenire la sua parrocchia un punto di riferimento per molti militanti di sinistra. Che credessero o meno. E così la Curia decise anche per il suo allontanamento dal Carmine. Ma sia chiaro: non era scomodo perché doveva ubbidire a Santa Romana Chiesa, era scomodo (se così si può definire) perché non si riconosceva nella posizione ufficiale della Chiesa. LE SPARATE. Facciamo degli esempi. Sull'aborto proferiva convinto «Un medico che si dichiara obiettore non è un medico completo». La sua posizione sull'omosessualità? «Un Papa gay sarebbe magnifico» ebbe modo di dire. E poi è un prete che si è battuto per la legalizzazione delle droghe, e lo ha fatto fumando uno spinello nel palazzo comunale di Genova per protestare contro la legge sulle droghe. Ma adesso, in questo momento che la sua anima sale al cielo, lo vogliamo salutare così, con la sua frase più cattolica e in linea con la scelta di vita che aveva fatto: «La cosa più importante che tutti noi dobbiamo sempre fare nostra è che si continui ad agire perché i poveri contino, abbiano la parola: i poveri, cioè la gente che non conta mai, quella che si può bistrattare e non ascoltare mai».
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