Novità editoriali. Parla Pietro Vanessi, vignettista: "Vi spiego come ho dato voce al mio Picio"

22 maggio 2014, Micaela Del Monte
IntelligoNews ha contattato il vignettista e comunicatore Pietro Vanessi e con lui ha parlato un po' di come è arrivato ad occuparsi di satira, di come si è evoluto nel tempo il suo lavoro. Abbiamo capito come nascono i suoi personaggi, ma soprattutto i problemi che ha affrontato per dare voce al "Picio", l'ultima creazione. 

Da professionista della comunicazione a vignettista satirico, qual è il passaggio tra due mestieri apparentemente diversi? 

"Non c'è stato un vero e proprio passaggio, diciamo che ho semplicemente unito una passione al mestiere già intrapreso. Disegno da quando ho 5 anni ed è sempre stato un mio interesse, diventare vignettista è solo stato il coronamento di una passione che coltivavo da anni. E poi anche disegnare è comunicare, quindi era solo questione di tempo". 

Novità editoriali. Parla Pietro Vanessi, vignettista: 'Vi spiego come ho dato voce al mio Picio'
Come nascono le sue vignette? C'è qualcosa in particolare che influenza i suoi disegni e le sue battute? Sono più luoghi comuni o esperienze personali? 

"Sono esperienze personali, cose che ho vissuto, che ho visto o sentito in giro. Ma ci sono anche tante cose che noi tutti sappiamo o crediamo essere così senza averne mai avuto prova". 

Quanto tempo impiega solitamente a sviluppare un suo progetto? 

"In realtà non calcolo mai quanto ci metto, possono volerci dai 5 ai 30 minuti, ma non c'è un tempo preciso per queste cose. Dipende anche dall'ispirazione, quando hai in mente quello che vuoi e devi fare non conta quanto ci metti, soprattutto perché non te ne rendi conto".

È il testo che influenza l'immagine o viceversa? 

"Tutto nasce dal testo, è quella la parte fondamentale della vignetta, l'immagine è, diciamo,un accessorio che serve a completare il testo, che comunque anche senza la parte grafica ha senso. La parte scritta è quindi il punto di partenza, è quella la prima cosa che viene elaborata e sistemata, l'immagine si adatta ad essa e ha lo scopo di rendere tutto un po' più leggero e divertente".

"La Morte", il guru zen, il "Picio" e Dia, l'ultima arrivata: cos'hanno in comune questi personaggi? 

"Beh, l'autore! Ma a parte questo lo stile dei disegni, ho cercato di mantenerli molto simili tra loro anche per renderli riconoscibili e distinguibili. Poi affrontano tutti temi quotidiano da un punto di vista diverso, a volte pungente e irriverente, ma alla fine molti possono riconoscersi in alcuni di questi personaggi in un modo o nell'altro. La loro caratteristica è quella di essere sinceri e da un certo punto di vista umani. Per quanto riguarda Dia, la versione femminile di Dio, e come era già accaduto con Picio, è stato difficile riuscire a ritagliare loro uno spazio. Alcuni, diciamo, bigotti hanno un po' boicottato questi due personaggi e, soprattutto per la prima, molti si sentono in dovere di bloccare la sua uscita".

Conosciamo meglio il "Picio", come nasce questo concept? 

"Diciamo che la storia è vecchia come l'uomo, l'idea è stata proprio quella di rendere più umano l'organo sessuale maschile dandogli voce e carattere e una personalità. Quindi ho immaginato cosa direbbe, che pensieri avrebbe, e cosa farebbe se fosse dotato appunto di occhi, bocca, mani e quant'altro. Ho quindi rappresentato in maniera molto ludica e scherzosa diverse situazioni dove lui interviene con la sua personalità a dire la sua. Per quanto riguarda la "Picia" anche lei a modo suo è presente delle vignette. Non è protagonista ma è comprimaria e per ovvi motivi ho voluto dare voce più a lui che la lei appunto per intuizione e riflesso. 

I social network, Facebook in particolare, hanno bannato e contestato il "Picio" più volte. Ormai però internet viene utilizzato per parlare e pubblicare qualsiasi cosa. Crede che il fatto che le sue vignette siano state segnalate e rimosse sia una questione di finto buonismo o piuttosto il suo lavoro non è stato preso nel modo giusto? 

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Novità editoriali. Parla Pietro Vanessi, vignettista: 'Vi spiego come ho dato voce al mio Picio'
L'argomento è molto delicato. È stato segnalato e pluribannato nonostante gli argomenti siano abbastanza leggeri e il personaggio non lascia equivoci: è un pene e come tale Facebook, essendo d natura americana, è molto attento a quelle che sono le segnalazioni di qualche anima un po' bigotta che è rimasta scandalizzata da alcuni argomenti e alcune cose, benché ovviamente non sia nulla di pornografico, nulla di hard e niente di volgare. Soprattutto perché ho sempre fatto molta attenzione, quasi in modo maniacale, a mantenere la questione su un binario fatto di satira, intelligenza e di buon gusto. Ovviamente sul web c'è un po' di tutto e non sempre vengono prese con il peso giusto le cose che ci si trovano, nel mio caso è stato dato troppo peso (e nel modo sbagliato) a una cosa che in realtà non aveva intenzione di offendere nessuno. È anche per questo motivo che in libreria sono uscite delle raccolte di vignette senza alcuna censura o particolari limitazione"
 

Ha già in programma di presentarci qualche altro piccolo "tiranno"? 

“L’importante ora è andare a piccoli passi, ora è importante promuovere bene PICIO, un personaggio che merita tanto nonostante la sua semplicità. Ha già parecchi fans e ci sono parecchie persone che lo amano, poi al prossimo giro proveremo a dare voce a qualche altro personaggio…. chissà, magari proprio DIA?".
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