Tonelli (Sap): “C'è un partito dell'anti-polizia. I poliziotti con Grillo? Quella del comico è una battuta elettorale: noi stiamo con la Costituzione"

22 maggio 2014 ore 15:19, Lucia Bigozzi
Tonelli (Sap): “C'è un partito dell'anti-polizia. I poliziotti con Grillo? Quella del comico è una battuta elettorale: noi stiamo con la Costituzione'
Nella campagna elettorale degli insulti entrano anche le strumentalizzazioni sulle forze dell’ordine
. Gianni Tonelli, segretario generale del Sap nella conversazione con Intelligonews, rimette ordine nelle tensioni delle ultime settimane coi vertici della Polizia e del Viminale. E a Grillo convinto che “polizia e carabinieri stanno con noi” dice … Tonelli, c’è chi vi attacca e chi vuole difendervi. Esiste un partito della polizia? «Non esiste un partito della polizia come qualcuno pretende di sostenere. Esiste, invece, un partito dell’anti-polizia, degli allergici alle divise. È un partito molto variegato e che fa riferimento a più ambienti». Quali? «Dai radical chic ad ambienti che a volte sono indefinibili ma hanno un denominatore comune: quando si tratta di puntare il dito verso gli operatori in divisa, sono i primi a farsi avanti. E l’esempio lo abbiamo visto con quello che è accaduto al nostro congresso…». Si riferisce agli applausi ai poliziotti condannati per la morte di Aldrovandi? «Abbiamo smascherato il taroccamento. Mi domando: è normale un paese in cui 250 agenti, ufficiali di polizia giudiziaria e di pubblica sicurezza – tutti madri e padri di famiglia – vengono strumentalizzati per un fatto luttuoso che ha visto coinvolti alcuni nostri colleghi? I 250 agenti hanno smascherato il taroccamento…». Perché parla di taroccamento? «Il video, mandato in onda per quattro giorni su tutte le tv a cominciare dalla Rai, con i famosi applausi si riferiva a un’altra questione ed era relativo alla sessione dei lavori alla presenza del capo della Polizia, prefetti e questori. Gli applausi erano relativi alle questioni legate all’ordine pubblico e all’uso delle videocamere come noi chiediamo da tempo». Quindi avete ricucito lo strappo con il capo della Polizia che aveva stigmatizzato quegli applausi? «Pur rimanendo ciascuno sulle proprie posizioni dalla spending review ad altre tematiche che riguardano il nostro lavoro, su questo fatto ho motivo di sostenere che stiamo andando verso una ricucitura, anche perché secondo me sono state commesse dal Viminale alcune leggerezze, a cominciare dal fatto che nessuno dopo la diffusione di quel video ci ha chiamato o ha verificato se quello che ci veniva attribuito era vero o meno. E questo ha innescato un effetto domino nelle censure che ci sono state rivolte a tutti i livello, fino ad arrivare al Quirinale. Ora ci aspettiamo che preso atto che le cose non sono andate come si è falsamente rappresentato nel circuito mediatico, vi sia l’impegno a recuperare lo strappo. E ci sono i presupposti perché possa avvenire in tempi molto brevi, anche rispetto alle altre istituzioni». Ma vi sentite tirati in ballo in questa campagna elettorale? «Siamo già stati tirati in ballo. Siccome abbiamo pestato i piedi c’è stato anche il tentativo di fermarci, ma è andato a vuoto perchè la struttura e la comunità interna degli operatori di polizia ha compreso la strumentalizzazione e la falsità della manovra». Grillo ha detto che polizia e carabinieri sono con i 5Stelle. E’ così? «Penso che se la legge dei grandi numeri è applicata anche alla polizia di Stato e a tutte le forze di polizia, la percentuale che potrebbe votare Grillo sarà più o meno corrispondente a quella della comunità nazionale. Da qui a dire che le forze di polizia sono schierate coi 5Stelle ce ne corre e la considero una battuta da campagna elettorale. Noi abbiamo giurato fedeltà alla Costituzione e alla Repubblica e serviremo, come abbiamo sempre fatto, qualsiasi governo si insedierà». Alfano ha presentato il piano sicurezza per Roma Capitale che sarà un modello esportabile anche ad altre città. Vi convince? «Penso che la politica del ministro risenta della debolezza della politica. E’ un passettino avanti ma non è risolutore. Qui serve ben altro e lo andiamo dicendo da tempo: magistrato nelle piazze durante i cortei, videocamere agli operatori di polizia, nuove tipologie di reato che vengano sanzionate con l’arresto obbligatorio». Domanda provocatoria: Renzi dice che oltre agli ultras servirebbe un daspo ai politici. Condivide? «La considero allo stesso modo della dichiarazione di Grillo: uno slogan elettorale».
autore / Lucia Bigozzi
Lucia Bigozzi
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