Ddl corruzione, cambiano reati e pene: dal peculato alle società quotate

22 maggio 2015, Luca Lippi
Ddl corruzione, cambiano reati e pene: dal peculato alle società quotate
La Camera approva il ddl anticorruzione (già votato dal Senato) con 280 voti favorevoli, 53 i contrari e 11 astenuti; il testo ed è diventato legge dello Stato.

Nel testo s’introduce nuovamente il falso in bilancio che contestualmente diventa un reato di pericolo mentre in precedenza era solamente un reato di danno. La differenza fra un reato di pericolo e un reato di danno (per chi non si occupa di giurisprudenza) è che nel primo si punisce prima che si sia verificato un danno, si punisce solo per la semplice messa in pericolo di un certo bene giuridico; nel caso invece di reato di danno si punisce per un evento dannoso, lesivo.

Nel testo si legge di un aumento di pena per i reati contro la Pubblica Amministrazione, e si reintroduce il penale anche per le false comunicazioni sociali.

Per le società quotate che commettono il reato di falso in bilancio, si prevedono da 3 a 8 anni di reclusione, per le società non quotate la pena detentiva è ridotta da 1 a 5 anni. E’ prevista la procedura d’ufficio per tutte le società tranne le piccole società non soggette a fallimento, per queste ultime la pena è da 6 mesi a tre anni di reclusione.

Riguardo alla responsabilità amministrativa degli enti, le sanzioni pecuniarie raddoppiano e le pene per peculato (pubblico ufficiale o incaricato di pubblico servizio, che la disponibilità di denaro o di altra cosa mobile altrui, se ne appropria), corruzione e induzione indebita (riassumibili sommariamente nella più nota fattispecie della concussione) sono molto più severe.
La corruzione in atti giudiziari arriva fino a 20 anni di reclusione (nei casi più gravi) e riguardo la concussione, essa è estesa anche all’incaricato di pubblico servizio.

E’ una presa di posizione piuttosto importante da parte del governo che è determinato ad aumentare la tutela dei cittadini che sono i primi a pagare (e hanno pagato) il fenomeno della corruzione. Ora la parola passa ai giuristi e ai sociologi, i primi per valutare il peso della nuova legge, e i secondi per valutare gli effetti emotivi sui cittadini, effetti traducibili in maggiore fiducia nelle istituzioni. 
Seguiamo l’inevitabile dibattito che ne verrà fuori. 
autore / Luca Lippi
Luca Lippi
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