Giornata della biodiversità: specie sconosciute? Sono dieci milioni

22 maggio 2016 ore 11:09, Adriano Scianca
Quante specie si sono estinte negli ultimi anni? Quante sono a rischio? Il giorno giusto per discutere dello stato di salute della flora e della fauna del nostro pianeta è la Giornata mondiale della biodiversità (International Day for Biological Diversity), giunta alla sua sedicesima edizione. La ricorrenza è stata istituita dall'Onu nel 2001 in ricordo della Convenzione internazionale in materia, adottata a Nairobi il 22 maggio del 1992. Dal 4 al 17 dicembre di quest'anno è in programma a Cancun in Messico la 13/a Conferenza sulla diversità biologica. Il titolo quest'anno è "Includere la biodiversità, aiutare i popoli e le loro fonti di sostentamento". 

Giornata della biodiversità: specie sconosciute? Sono dieci milioni
Scopriamo, peraltro, che tutta la nostra scienza e tutte le nostre tecnologie hanno svelato solo una parte infinitesimale del nostro pianeta che crediamo di conoscere così bene: sappiamo tutto di un milione e 700 mila specie ma si ipotizza che ce ne siano almeno altri dieci milioni ancora sconosciute, e abbiamo esplorato solo il 6 per cento dei mari. E se non bastasse la sensibilità ecologica a imporre di preservare il pianeta, basterebbe solo l'aspetto economico. 

Il Wwf, nello specifico, ha spiegato come, anche solo dal punto di vista monetario, gli animali valgano più da vivi che da morti. Per esempio si valuta almeno in 500mila dollari l’anno il fatturato prodotto da ogni esemplare di leone, calcolando l’indotto turistico nel Parco di Amboseli, in Kenya. Nel Parco Nazionale di Bwindi, in Uganda, l’osservazione di un solo dei 400 gorilla presenti nel parco da parte dei turisti frutta almeno 100mila dollari l’anno. Nel Parco del Virunga, nella Repubblica Democratica del Congo, il valore di un solo esemplare di gorilla sale a 450mila dollari l’anno. Un elefante vale 76 volte più da vivo che non da morto. La presenza di tre cernie nell’Area Marina Protetta di Tavolara – Punta Coda Cavallo, in Sardegna, diventate il motivo di immersione per centinaia di sub, ha generato un indotto turistico in dieci anni superiore ai 110mila euro. Gli stessi pesci, se pescati, avrebbero potuto sfruttare poco più di 500 euro. 
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