Stracquadanio (Italia Libera): «Silvio tra Grasso e la piazza continua a sbagliare. È schizofrenico»

22 marzo 2013 ore 10:58, Fabio Torriero
Stracquadanio (Italia Libera): «Silvio tra Grasso e la piazza continua a sbagliare. È schizofrenico»
«Con lui il centro-destra affonda e Grillo si prenderà tutto il potere. Brunetta è uno sfasciagoverni. Monti non può abbandonare Scelta Civica»
. Giorgio Stracquadanio in esclusiva a Intelligonews. È stato tra gli spin doctor più ascoltati dal Cavaliere, direttore di un suo fortunato giornale on line (Il Predellino: un nome, una garanzia), berlusconiano-falco, gradualmente poi, contestando aspramente le politiche economiche di Tremonti, si è trasformato in colomba, sostenendo la necessità (scandalo per Amazzoni varie) di un passo indietro del Capo. Ora non è più del Pdl, organizza Italia Libera, un movimento che mira a ricostruire il centro-destra su base liberale. Stracquadanio, Berlusconi da Napolitano ha aperto alle Larghe Intese, dando l’impressione di poter accettare anche Grasso; poi sabato guiderà la piazza contro la magistratura rossa. Come lo spiega? «Silvio sta attuando una strategia schizofrenica: questa continua alternanza tra richiamo, ricorso alla piazza e larghe intese, non funziona. Un’oscillazione che porta danni a lui, al Pdl e al centro-destra. Facciamo un esempio relativo alla giustizia, visto che tutto ruota intorno a questa anomalia, al suo problema personale. Facciamo un passo indietro: Berlusconi in ospedale annuncia la manifestazione del 23, dandole un taglio nettamente anti-magistratura politicizzata; lo va a trovare Gianni Letta e lui modera i termini, annacqua la manifestazione (che diventa anche contro la burocrazia e il fisco), e ipotizza le larghe intese. Una correzione che gli ha fatto conquistare subito tre punti in suo favore: l’essere stato ricevuto da Napolitano, la convocazione da parte del presidente della Repubblica del Csm, con relativa presa di posizione ufficiale del Colle, in favore dell’ “incolumità fisica” di Silvio, in pratica, il suo diritto a fare politica rispetto alle inchieste in corso e l’accettazione da parte dei tribunali del legittimo impedimento, strumento che stava diventando difficile (la vicenda delle visite fiscali). Tre gol che Berlusconi ha vanificato (o fatto vanificare) con la manifestazione sui gradini del Palazzo di Giustizia di Milano e con la nuova impostazione forte che nuovamente ha dato alla piazza di sabato. Ancora una sollevazione popolare del Pdl contro “il colpo di Stato in atto”: la sinistra pigliatutto che vuole prendersi anche il Quirinale che per bilanciare Camera e Senato, che deve andare per forza a un moderato. E la sinistra giudiziaria che lo vuole azzoppare direttamente». Beh, tutti sanno che la piazza estremista serve a contrattare meglio dentro il Palazzo…. «Sì, ma anche nelle ultime ore, quella di Silvio resta una strategia schizofrenica, che – ripeto - non paga. Lo abbiamo sentito proprio oggi, quello che ha detto all’uscita dalle consultazioni con Napolitano. Da una parte, ha aperto alla possibilità di un governo di responsabilità nazionale, al limite pure a Grasso, dall’altra ha fatto nominare Brunetta capogruppo dei deputati del Pdl, un uomo incompatibile con qualsiasi concetto di dialogo, uno sfascia-governi naturale». E allora schizofrenia a parte, che doveva fare Berlusconi, posto che ha fatto recuperare il Pdl alle elezioni politiche? «Doveva fare come gli avevo consigliato io a suo tempo. Fare lo statista, farsi nominare senatore a vita: avrebbe avuto una sorta di grazia personale e istituzionale. Una tribuna privilegiata da dove fare da regista e padre nobile al rinnovamento del centro-destra. Invece è il freno del centro-destra». Se il governo non decolla, nuove elezioni? «Accadrà quello che successe dal 1919 alo 1922, Grillo prenderà tutto il potere. Come ha giustamente scritto Ostellino, la democrazia della rete è l’ultima forma di fascismo». Sabato, secondo nostri spifferi, il Pdl tornerà Forza Italia, facendo sventolare le bandiere forziste prima della fusione a freddo con An…. «Dubito che ciò avverrà formalmente. Il Pdl non tornerà mai Forza Italia, che è morta con la fine della seconda Repubblica». E Monti che avrebbe dovuto rappresentare il Ppe italiano? «Scelta Civica deve continuare ad assicurarsi la leadership di Monti, altrimenti si frantuma. Già si vedono i primi segni di decomposizione. Se si prende il 10% ci si condanna a stare fuori dai giochi bipolari. E il recente voto ha confermato tale assunto. Se Monti diverrà presidente della Repubblica o farà soltanto il senatore a vita, lascerà un vuoto che non si colmerà facilmente. E Scelta Civica resterà sola».
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