Le parole della politica: breviario dei giorni convulsi pre-governo

22 marzo 2013 ore 14:23, Alessandra Mori
Le parole della politica: breviario dei giorni convulsi pre-governo
Mandato
: lo dà generalmente il presidente della Repubblica ad una figura istituzionale, sempre alte cariche dello Stato. Ma in questo caso, vista la particolarità della situazione,  il presidente Napolitano affida l'incarico a Bersani, in modo tale che possa verificare se ci sono i numeri. E' un incarico esplorativo a termine, un primo passo per verificare «un sostegno certo e per un esecutivo al più presto». Da notare però che chi esplora è una figura terza e dunque non chi deve creare il governo. Mandato “condizionato”: sarà dunque tale per queste ragioni. Primo paletto: la condizione è che ci sia la maggioranza per la fiducia. Bersani dovrà dimostrare di avere i numeri, «un sostegno certo». Altrimenti la palla passa di nuovo al capo dello Stato. Paletti: sono i freni, le condizioni, i veti che si creano in determinatie situazioni, come quella della formazione del governo. Condizione necessaria di Bersani è trovate i numeri per una maggioranza. Rebus Quirinale: come si sblocca la matassa per il successore di Napolitano? Si lavora alle intese. Appare urgente il dialogo- intendimento tra Pd-Pdl, perché solo una soluzione bipartisan e di garanzia per il Colle garantirebbe l’abbassarsi dei toni e del livello dello scontro. Il Cavaliere ha già avvertito e domani scatenerà la piazza: «Il pd non può pretendere di avere tutto». E lui chiede voce per il Quirinale. Bipartisan: il sostegno da parte di opposti schieramenti su provvedimenti legislativi. Per esteso una visione bipolare del mondo politico: una novità di questi ultimi quindici anni nella storia d’Italia. Intesa: è la parola più invocata dal giorno dopo il verdetto delle urne. L’ingovernabilità incombe e allora si parla di intese per un governo a termine con l'obiettivo di evitare le elezioni. Per ora. Larghe intese: una comunicazione ampia, larga appunto, tra i vari partiti in campo disposti a dialogare. Accordo: la parola è abusata dato il caos isterico. Sembra dunque obbligatorio, sia nel caso governo che per il Quirinale. Pena le elezioni. Governo di scopo: governo a tempo, finalizzato per compiere la finalità prefissata. Scelta Civica ne chiede uno di scopo istituzionale, come nelle intenzioni del capo dello Stato. Numeri: tocca alla personalità incaricata del mandato esplorativo di appurarli. Sono necessari per formare il governo. Si è alla ricerca della maggioranza. Impasse. Si verifica quando c’è uno stato di fermo che si vuole a tutti i costi scongiurare trovando la quadra per un governo possibile e con un accordo. Sherpa al lavoro: sono i grandi tessitori, ricercano con tenacia e diplomazia le intese. Obiettivo imminente: garantire una maggioranza al Senato. Rischio. Si rischia troppo a non formare il governo. Gli sherpa lavorano per non correre il pericolo. Convergenza: avvicinamento su determinati punti, pur mantenendo una sostanziale coerenza con le rispettive culture e linee politiche di appartenenza. Responsabilità: una delle parole più invocate. Essere responsabili per il bene del Paese. Berlusconi chiede un governo di responsabilità. «Tocca a Pd e Pdl la responsabilità di dare un governo al paese». Corresponsabilità: la chiede a Napolitano Bersani. Governo di cambiamento, tutti uniti per salvare il Paese. Tradotto: se Grillo non ci sta dovrà intestarsi la responsabilità. Cambiamento: tutti lo invocano, è il termine più in voga. Alemanno nel 2008 ci ha improntato tutta la campagna elettorale. Grillo ne ha fatto il suo inno. Primarie: le inventa il Pd e presto diventano il tormentone di tutti i partiti. Sono le elezioni interne ai partiti, strumento di trasparenza e garanzia per scegliere i candidati migliori per le grandi corse. Il Pd le sta organizzando alla ricerca del candidato sindaco giusto.
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