Testa rotta a una 22enne: violenza in treno per un cellulare. Romeno era già espulso

22 marzo 2016 ore 10:02, Luca Lippi
La cronaca offre ogni giorno episodi che sconcertano, e soprattutto da quando i controllo sulla vita quotidiana delle persone per bene si è perso completamente spostando l’attenzione sul disagio di chi quel disagio lo importa artatamente, la disattenzione è divenuta quasi completo abbandono a se stessi dei cittadini, contribuenti e già sufficientemente vessati dalla crisi, dal precariato crescente e dalla selva di difficoltà che emergono a velocità incontrollata nell'esecuzione delle azioni quotidiane.
Basta salire sul vagone di un treno per andare in città a trasformare un’azione quotidiana o ordinaria in una discesa in campo di battaglia, con lo sconcerto che accompagna una presa di cognizione simile.

Testa rotta a una 22enne: violenza in treno per un cellulare. Romeno era già espulso
Il fatto: un romeno di 32 anni (pregiudicato) è stato fermato dai carabinieri a Cassano d’Adda, in provincia di Milano, per tentato omicidio, lesioni e rapina. L’uomo con precedenti per reati violenti, nel 2015 era già stato accompagnato alla frontiera in esecuzione di un ordine di espulsione dall’Italia. 
La vittima è una ragazza di 22 anni di Bergamo che sabato, intorno alle 21, era salita sul treno regionale Trenord (Treviglio – Milano). All’altezza della fermata di Cassano, la giovane è stata aggredita alle spalle dall’uomo che l’ha colpita alla testa con il martelletto frangi vetro preso in uno dei vagoni per rubarle la borsa con all’interno il cellulare e il portafogli con 15 euro. La ragazza, nonostante i colpi alla testa, non ha mai perso conoscenza, ha avvertito il capotreno che ha chiamato i carabinieri, e poi è stata ricoverata con urgenza al San Raffaele per essere sottoposta a un intervento chirurgico per ridurre la frattura al cranio.
Allo squallore della vicenda, una sorta di soporifera presa d’atto di “solito moderato disordine” si aggiunge lo squallore della politica che coglie la vicenda per dare addosso all’amministrazione regionale leghista da parte del M5S, ma poi il fatto più grave è che il delinquente doveva essere espulso e invece era ancora a piede libero sul territorio che oltre non essere il suo gli era anche stato interdetto. E allora colpa non dell’amministrazione locale ma del governo centrale, di tutti trasversalmente, anche nostra che guardiamo tutto questo con colpevole disimpegno giacché al voto disertiamo le urne. 
Il capogruppo del M5S Lombardia, Stefano Buffagni dice: “osceno che l’aggressore, già conosciuto alle forze dell’ordine e espulso, potesse circolare liberamente nel nostro Paese” e attacca il Carroccio: “I lombardi non possono affidare la loro sicurezza al pressapochismo leghista che ha ottenuto fin qui meno controlli, meno sicurezza, meno espulsioni, più costi e burocrazia a spese di tutti noi”. 
E non manca l’intervento del rappresentante del partito di maggioranza (?) al governo, il Pd per voce del segretario del Pd lombardo Alessandro Alfieri e il consigliere regionale Jacopo Scandella, secondo i quali: “il personale preposto alla sicurezza deve avere il titolo abilitativo di pubblico ufficiale così da poter avere libertà di manovra sulle carrozze mentre le stazioni devono tornare ad essere presidiate e non abbandonate a se stesse come accade oggi”.
Sta di fatto che tutta questa violenza non può valere 15 euro o un telefonio, è inconcepibile!

autore / Luca Lippi
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