Bruxelles, Cacciari: "È guerra all'Europa multiculturale"

22 marzo 2016 ore 10:16, Andrea De Angelis
Bruxelles, il cuore dell'Europa, è sotto attacco. Prima due esplosioni all'aeroporto di Bruxelles Zaventem alle 8 del mattino. Un'ora dopo due altre bombe sono esplose in centro, alle fermate di Metro Malebeek e Schumann, vicino alle istituzioni europee. Un assedio che segue di tre giorni dall'arresto di Salah Abdeslam, il principale ricercato per gli attentati di Parigi del 13 novembre, dopo il quale la procura belga aveva lanciato l'allarme per nuovi attentati. Secondo un primissimo bilancio sarebbero 13 i morti e decine i feriti, ma si teme che i numeri possano crescere con il passare delle ore. IntelligoNews ne ha parlato con il professor Massimo Cacciari...

Ad essere attaccata è la patria dell'integrazione: un'offensiva contro il modello europeo?
"L'obiettivo dell'Isis e di queste formazioni è quello di distruggere ogni possibilità di integrazione multiculturale all'interno dell'Europa. Sono due gli aspetti fondamentali di questa situazione e il primo è la guerra civile all'interno dell'Islam che ha radici antichissime e che ora si svolge in queste forme. Bisogna sempre ricordare che per un morto occidentale ce ne sono mille islamici. Il secondo aspetto è appunto la distruzione dell'Europa multiculturale. Queste sono le due guerre, i due obiettivi che stanno perseguendo". 

Bruxelles, Cacciari: 'È guerra all'Europa multiculturale'
Come andrà a finire?
"Il primo lo vedremo, la grande guerra sostanzialmente tra sciiti e sunniti. Per quanto riguarda il secondo ci stanno riuscendo perfettamente". 

Si tratta anche di una vendetta dopo l'arresto di Salah, oppure è una coincidenza e l'attacco era già preparato?
"Vendetta da parte di chi? Credo sia poco utile fare dietrologie. Salah si nascondeva nel suo ambiente, come sempre accade. Ed è stato preso. Dove si nascondevano i partigiani? Nel loro contesto, è sempre stato così". 

Alcuni quartieri, pensiamo a Molenbeek, ormai sono "roba loro"?
"Anche queste sono dinamiche banali, in una società dove le culture diverse non si integrano queste si organizzano per ghetti. E laddove all'interno del ghetto vi siano condizioni di particolare disagio questo diventerà aggressivo nei confronti del contesto in cui vive. Pensiamo ai neri d'America, sono dinamiche che non hanno nulla a che fare con l'Islam, ma analoghe in qualsiasi comunità si trovi in quelle condizioni".
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