Vince il Binge Drinking "rosa": la nuova piaga giovanile è fuori pasto ed eccezionale

22 marzo 2016 ore 10:08, Americo Mascarucci
Sempre più massiccio il consumo, o peggio l’abuso di alcool fra gli adolescenti soprattutto fuori pasto, dunque a stomaco vuoto con maggiori rischi per la salute
Secondo i dati ISTAT, nel corso del 2014, il 63% degli italiani di 11 anni e più (pari a 34 milioni e 319 mila persone) ha consumato almeno una bevanda alcolica, con prevalenza notevolmente maggiore tra i maschi (76,6%) rispetto alle femmine (50,2%).  
Il 22,1% dei consumatori pari a 12 milioni circa di persone beve quotidianamente, il 33,8% tra i maschi e l'11,1% tra le femmine. 
E' l'allarme lanciato dal Ministero della Salute nella relazione al Parlamento su alcol e problemi alcol correlati, relativa al 2015. 
Nella relazione si osserva ancora un lieve calo rispetto all'anno precedente dei consumatori giornalieri (nel 2013 rappresentavano il 22,7% e nel 2014 il 22,1%) mentre continua ad essere in aumento il consumo di alcol occasionale e al di fuori dei pasti (binge drinking): la crescita negli ultimi dieci anni del consumo fuori pasto riguarda soprattutto le femmine che sono passate dal 14,9% del 2005 al 16,5% del 2014, tale crescita nelle femmine si è verificata in tutte le fasce di età, mentre il dato complessivo dei consumi fuori pasto tra i maschi risulta in lieve diminuzione (37,3% nel 2005, 36,1% nel 2014).

Vince il Binge Drinking 'rosa': la nuova piaga giovanile è fuori pasto ed eccezionale
Il fenomeno del binge drinking desta particolare allarme, con gravi rischi per la salute e la sicurezza non solo del singolo bevitore ma anche dell’intera società. La percentuale di binge drinking di sesso maschile e' statisticamente superiore al sesso femminile in ogni classe di eta' ad eccezione degli adolescenti, (11-15 anni), ossia quella fascia di popolazione per la quale la percentuale dovrebbe essere zero a causa del divieto per legge della vendita e somministrazione di bevande alcoliche al di sotto della maggiore eta'. Preoccupante anche il consumo di alcol tra i cosiddetti "giovani anziani", persone di eta' compresa tra 65 e 74 anni. Sono 2.700.000 i consumatori ultra sessantacinquenni a rischio per patologie e problematiche alcol-correlate. 
Dall'analisi del tipo di bevande consumate si conferma la tendenza già registrata negli ultimi dieci anni che vede una progressiva riduzione della quota di consumatori che bevono solo vino e birra, soprattutto fra i più giovani e le donne e un aumento della quota di chi consuma, oltre a vino e birra, anche aperitivi, amari e superalcolici, aumento che si registra nei giovani e nei giovanissimi ma in misura percentuale maggiore negli adulti oltre i 44 anni e gli anziani.
Tra i giovani di 18-24 anni è in crescita il consumo di altri alcolici (aperitivi alcolici, alcolpops) oltre a vino e birra.
 
Per tutte le altre classi di età si osserva, tra gli uomini, una diminuzione sia del numero di quanti consumano solo vino e birra sia della quota di chi beve anche altri alcolici come aperitivi, amari e superalcolici; tra le donne è stabile la quota di chi beve anche altri alcolici ed è in diminuzione il numero di coloro che bevono solo vino e birra. In ogni caso complessivamente tra le bevande consumate nel 2014 il vino resta al primo posto seguito dalla birra e quindi al terzo posto altri alcolici (aperitivi, amari e superalcolici).

caricamento in corso...
caricamento in corso...
[Template ADV/Publy/article_bottom_right not found]