Cannoni puntati contro Renzi nel Pd: il giallo Letta, le trivelle e l'indigesto Verdini

22 marzo 2016 ore 10:59, Americo Mascarucci
Alla fine la resa dei conti all'interno del Pd è stata rinviata. 
La decisione all'ultimo momento di far slittare la Direzione nazionale del partito in seguito alla tragedia avvenuta in Spagna con la morte delle studentesse italiane rimaste coinvolte in un incidente stradale, ha soltanto rinviato una discussione che ogni giorno di più si fa sempre più infuocata. 
Al centro c’è sempre il rapporto contrastato con il Nuovo centrodestra di Alfano e soprattutto con Ala di Denis Verdini con la sinistra del partito che chiede a gran voce la ricostituzione di una centrosinistra sul modello dell’Ulivo, senza dunque la presenza degli ex berlusconiani. Ma nel mirino della minoranza c’è soprattutto il progetto di quel "Partito della Nazione" che secondo gli avversari di Renzi sancirebbe definitivamente la morte del Pd, del centrosinistra e la perdita totale del consenso a sinistra. Poi c'è il referendum sulle trivelle in mare in programma il 17 aprile con la minoranza Pd schierata con il fronte del sì e dunque contro il Governo per chiedere l'abrogazione della legge che proroga automaticamente le autorizzazioni fino ad esaurimento del giacimento.
Ecco perché l’ipotesi della scissione fino ad oggi smentita da Pierluigi Bersani, e non esclusa invece da Massimo D’Alema, potrebbe diventare sempre più concreta. C’è chi chiede di scongiurare questa possibilità convocando un congresso anticipato dove le varie e diverse mozioni possano confrontarsi democraticamente e dove, oltre al governatore della Toscana Enrico Rossi, potrebbe scendere in campo anche Enrico Letta che non a caso in questi ultimi giorni ha rilasciato diverse interviste proprio sul futuro del Pd.
Renzi però è pronto a ribattere punto su punto agli attacchi delle opposizioni interne:
"Mi dicono: ma tu governi coi voti del centrodestra? Già, perché abbiamo perso le elezioni l'altra volta. La prossima volta le vinceremo e non ci saranno. Conosco un metodo infallibile per non avere in maggioranza Alfano e Verdini: vincere le elezioni, cosa che nel 2013 non è accaduta". 

Cannoni puntati contro Renzi nel Pd: il giallo Letta, le trivelle e l'indigesto Verdini
Il Premier è intervenuto al congresso dei Giovani Democratici e attacca la minoranza Dem che lo accusa di governare con Denis Verdini fresco di condanna di primo grado a due anni di reclusione per corruzione nell'ambito dell’appalto sulla Scuola Marescialli di Firenze. 
Renzi non ci sta a passare per quello che vuole governare con i reduci del berlusconismo e sembra rimandare la palla nel campo avverso, quello dei bersaniani. Del resto fu proprio Bersani, dopo le elezioni politiche del 2013 a "fallire" l'obiettivo del "governo di cambiamento" con il Movimento 5Stelle. I grillini chiusero le porte ad ogni possibile collaborazione e alla fine, dopo il passo indietro dell'ex segretario Pd uscito dalle urne con una "vittoria di Pirro" la strada della collaborazione fra Pd e centrodestra diventò inevitabile. 
Ecco quindi che la resa dei conti si rende sempre più inevitabile

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