Bruxelles, Casarini: "Accade all’apice della chiusura della 'fortezza Europa'. Con i muri il peggio”

22 marzo 2016 ore 11:38, Lucia Bigozzi
“I fatti di Bruxelles avvengono all’apice della chiusura della “fortezza Europa”. “Se diventiamo l’Europa dei muri, l’Europa fondamentalista, avremo la reazione opposta del fondamentalismo”. Due concetti che Luca Casarini (Sel) sviluppa commentando l’attacco terroristico nel cuore dell’Europa nella conversazione con Intelligonews. 

Il terrorismo a Bruxelles si sta facendo nella patria dell’integrazione fallita o dell’integralismo? C’è un messaggio nel messaggio?

«Anzitutto dico: l’errore più grande, come dimostrano i fatti di Bruxelles, sarebbe quello di mettere in relazione le politiche di integrazione con l’integralismo, perché è evidente che siamo in presenza di operazioni terroristiche fatte per colpire l’Europa delle libertà e per star dentro al gioco della guerra, dello stato di eccezione, per star dentro al gioco della chiusura. Tra l’altro, stiamo parlando di operazioni terroristiche effettuate all’apice dei muri costruiti in Europa. Questo dimostra che possiamo alzare tutti i muri che vogliamo ma facendo questo, forniamo la giustificazione ideologica ai fanatici e facciamo morire milioni di profughi, donne e bambini. In altre parole, coi muri e la chiusura facciamo crescere un odio smisurato che diventa terreno di coltura per ciò che oggi vediamo a Bruxelles. E tutto ciò avviene al “massimo” della chiusura della “fortezza Europa”». 

Bruxelles, Casarini: 'Accade all’apice della chiusura della 'fortezza Europa'. Con i muri il peggio”
E’ una vendetta per Salah?

«Certamente è una risposta alla cattura di Salah. Penso anche che sia stato un grave errore dire che lui si stava pentendo perché questo ha accelerato il fatto di compiere gli attentati che secondo me erano in preparazione e sarebbero dovuti avvenire a breve; con in più la potenzia di fuoco della cellula di cui faceva parte Salah. Resto esterrefatto dal lavoro dell’intelligence belga e più in generale europea che a questo punto mi sembra faccia acqua da tutte le parti. E’ evidente che l’unica arma è la prevenzione, non la militarizzazione, non i muri costruiti ai confini che colpiscono solo la povera gente e, riconosco, come dice Renzi è anche un lavoro sulla cultura. Ma qui di prevenzione e di intelligence c’è stato quasi nulla o troppo poco»

Molenbeek ormai è “roba loro”? E’ il quartiere dove si è nascosto Salah; c’è una sorta di rete protezione? C’è una città “terroristica” nella città? 

«Credo che Molenbeek ha retto trent’anni facendo convivere anche nella estrema diseguaglianza sociale quartieri come quelli del parlamento europeo, molto luccicanti, e quartieri poveri come Molenbeek. Il tema non è se è ‘roba loro’, bensì il tema è cosa facciamo noi per disinnescare dentro le nostre città questo potenziale che è la diseguaglianza, la povertà, l’assenza di cultura, la mancanza di intervento pubblico. Diventa ‘roba loro’ quando noi ci togliamo di mezzo coi nostri valori, con l’intervento pubblico dal punto di vista della quotidianità: servizi, scuole, ospedali. Non possiamo lasciare campo libero al fondamentalismo di ogni tipo. Se diventiamo un’Europa fondamentalista, avremo il fondamentalismo al contrario»
autore / Lucia Bigozzi
Lucia Bigozzi
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