Salvini e Meloni con Berlusconi non hanno chiuso (del tutto): a chi tocca il passo indietro?

22 marzo 2016 ore 16:55, Americo Mascarucci
"E’ doveroso farlo, non ci sembra giusto in una giornata di lutto trattare questioni polemiche o presentarci trionfanti davanti alle telecamere. Sarebbe di pessimo gusto parlare oggi di alleanze e di beghe, il pensiero va alle famiglie".
Giorgia Meloni e Matteo Salvini hanno rinviato la conferenza stampa con cui avrebbero dovuto ufficializzare la candidatura a sindaco di Roma della leader di Fratelli d’Italia e dunque l’asse di ferro fra ex An e Carroccio. 
Lo slittamento tuttavia sembra motivato, oltre che da ragioni di opportunità (anche il Pd ha rinviato la direzione nazionale in segno di rispetto per le studentesse italiane morte nella strage del bus Erasmus in Catalogna) anche dalla volontà di ricucire lo strappo con Forza Italia decisa ad andare avanti con la candidatura di Guido Bertolaso. 
La Meloni non ha ancora abbandonato l’idea di concorrere in ticket con l’ex numero uno della Protezione Civile  con quest’ultimo nel ruolo di vicesindaco, ipotesi però che il diretto interessato non sembra affatto intenzionato a prendere in considerazione. E’ ovvio a tutti che, andare divisi, significherebbe consegnare la partita del Campidoglio al Pd e ai Cinque Stelle, ipotesi questa che i sondaggi danno per altro altamente probabile anche in presenza di un centrodestra unito. 
Andare divisi in pratica comporterebbe la fine di ogni concreta possibilità di andare al ballottaggio. 

Berlusconi continua a ripetere che Bertolaso ha le qualità per vincere al primo turno, ma il primo a non credere ad una eventualità del genere è probabilmente lui che i sondaggi, quelli veri, li ha già sul tavolo da tempo. 
Ma non può piegarsi alla volontà del duo Salvini-Meloni perché teme di consegnare loro la leadership del centrodestra. Spera che a cedere alla fine siano gli alleati anche se, fonti ufficiose, riferiscono che in realtà all'ex Cavaliere la candidatura dell’ex ministro della Gioventù non è mai stata indigesta. Anzi Berlusconi si sarebbe sfogato con i suoi e con alcuni esponenti di Fratelli d’Italia ricordando come la candidatura di Bertolaso si sia resa necessaria anche perché la Meloni aveva dichiarato di non volersi candidare per portare avanti con serenità la propria gravidanza. Insomma, se "Giorgia si fosse decisa per tempo" avrebbe detto Berlusconi "l’avremmo accettata e oggi non saremmo in questa situazione".

Salvini e Meloni con Berlusconi non hanno chiuso (del tutto): a chi tocca il passo indietro?
Un faccia a faccia fra Berlusconi e Salvini è in programma dopo Pasqua. I due proveranno a trovare una via d’uscita anche se ad oggi le possibilità che uno dei due possa fare un passo indietro sono molto remote. L’unica possibilità di sbloccare lo stallo potrebbe arrivare con una rinuncia di Bertolaso che a quel punto potrebbe spianare la strada alla Meloni, l’unica che con il centrodestra unito potrebbe giocarsi la partita. Ma come detto Berlusconi è come un "leone ferito" che non ne vuole sapere di soccombere agli avversari. L’idea di misurarsi  con gli alleati in vista delle politiche lo entusiasmerebbe pure, se solo non comportasse una rovinosa sconfitta alle amministrative. Dove al momento le uniche possibilità di successo sembrano albergare a Milano con Stefano Parisi appoggiato dall'intero centrodestra compresi i centristi di Alfano. Ma anche lì la sfida non è propriamente una passeggiata di salute. 

caricamento in corso...
caricamento in corso...
[Template ADV/Publy/article_bottom_right not found]