Endometriosi nei Lea, una vittoria anche per alcune donne famose (che l'hanno battuta)

22 marzo 2016 ore 14:08, Andrea De Angelis
"C'è questa perversione di pensiero, secondo cui la donna e il dolore sono un'equazione matematica. Anche nel continuare a dirci partorirai con dolore. Forse una volta, adesso basta", Così a Mattino Cinque parlava qualche anno fa Nancy Brilli, testimonial della Fondazione Italiana Endometriosi Onlus. Proprio lei, come riporta sanihelp.it, ha fatto i conti per anni con dolori fortissimi che a volte le impedivano di reggersi in piedi. A lungo i medici li hanno attribuiti a svariati disturbi, prima di riuscire a scoprire la vera causa del problema, l’endometriosi, cioè la presenza di tessuto del tutto simile all’endometrio, il naturale rivestimento interno dell’utero, al di fuori della cavità uterina

L’endometriosi è una malattia che colpisce circa il 5% della popolazione femminile, ed è considerata una delle principali cause di infertilità. La sua cura adesso è stata inserita nei nuovi Lea, i livelli essenziali di assistenza
L’annuncio direttamente dal ministro della Salute Beatrice Lorenzin: "Sono molto felice di poter dire che l’impegno che avevamo preso un anno fa è stato mantenuto e che la promessa fatta è diventata realtà con la conclusione dell’iter di aggiornamento dei nuovi Lea, questa patologia rientrerà infatti nell’elenco delle malattie croniche invalidanti che danno diritto all’esenzione".

Endometriosi nei Lea, una vittoria anche per alcune donne famose (che l'hanno battuta)
Quello della bionda attrice italiana non è un caso isolato tra i personaggi famosi. C'è infatti anche Rossella Brescia che come riportato da gossip.it ha parlato pubblicamente della sua malattia. "Capita spesso alle adolescenti di avere un ciclo mestruale molto abbondante e doloroso. Il mio, però, lo era un po' troppo, e spesso accompagnato da un gonfiore addominale insolito, considerate le tante ore di danza che facevo, già a 16 anni, e considerato il regime alimentare sano che seguivo, mantenendomi quindi molto magra e asciutta. Eppure ogni visita dal ginecologo si risolveva in una diagnosi di colite, o addirittura di appendicite, visto che i sintomi erano praticamente quelli, e si concludeva con la prescrizione di qualche calmante. Che io, per la verità, non ho mai preso, contraria come sono all’uso dei farmaci al di fuori dello stretto necessario: piuttosto optavo per tisane di finocchio sgonfianti. Finalmente la diagnosi, poi l'intervento: "Nessuno, fino ad allora, si era accorto che il mio problema si chiamava endometriosi, una malattia che colpisce molte donne ed è dovuta alla presenza anomala di cellule dell’endometrio, vale a dire il tessuto che riveste la parete interna dell’utero, in organi come le ovaie, le tube, la vagina o il peritoneo, provocando sanguinamenti interni, infiammazioni e aderenze durante il ciclo mestruale. L’ho scoperto soltanto qualche anno dopo: mi trovavo a Milano per motivi di lavoro e un attacco ancora più acuto del solito, che quasi non mi consentiva di reggermi in piedi, mi ha costretta a precipitarmi in ospedale, dove mi sono state diagnosticate alcune cisti endometriosiche, da operare con urgenza. Non ero mai stata sotto i ferri prima di allora e il pensiero dell’anestesia mi terrorizzava. Così, ho rifiutato l’intervento. Ma, rientrata a Roma, un nuovo controllo ha confermato la necessità del bisturi: nel giro di una settimana sono stata operata con un intervento di laparoscopia dal ginecologo Enrico Zupi, che mi ha tuttora in cura, e dopo una sola notte trascorsa in ospedale sono letteralmente rinata".
Non ha più avuto problemi: "Basta con gli spettacoli in teatro o in televisione portati a termine tra gli spasmi, faticando perfino a reggermi in piedi, sorretta soltanto dal desiderio di fare meglio il mio lavoro, per il rispetto della danza, che è un'arte così rigorosa e pura".
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