Italia, pazza idea di Tavecchio: per il dopo Conte il primo ct straniero?

22 marzo 2016 ore 14:07, Andrea De Angelis
Il ragionamento è addirittura semplice. Se l'Italia viene abbandonata da Conte perché a nessuno (o quasi) importa degli azzurri (questa la motivazione che l'allenatore avrebbe mostrato a chi gli chiede la causa del suo divorzio da Coverciano), tanto vale trovare un professionista di primissimo livello fuori dallo Stivale per guidare la Nazionale in vista dei prossimi Mondiali. 

C'è un Europeo, certo, da giocare prima di quel momento. Soprattutto c'è da difendere l'onorabilità di una Nazionale che mai come in questo momento è sottoposta ad attacchi incrociati. Il malumore non è velato, anzi. Alzi la mano chi si ricorda un simile periodo nel passato più o meno recente. Dopo il trionfo in Germania di dieci anni fa (sì, sono passati già due lustri dal trionfo di Berlino) l'azzurro sembrava più brillante che mai. Le tinte invece adesso sono sbiadite, quasi in bianco e nero. Ed è proprio il bianconero della Juventus a far parlare di sé: sfiorata l'impresa a Monaco, finalista lo scorso anno in Champions, prima quest'anno dopo una clamorosa rimonta. Ci vorrebbe una Juventus anche in azzurro forse per far tornare i tifosi a sognare? Attenzione, si rischia di volgere lo sguardo altrove. Perché Conte non punta il dito contro i tifosi. Come accade con Sanremo, infatti, quando c'è la Nazionale (non le amichevoli o le qualificazioni però) l'Italia si ritrova davanti al piccolo schermo. "Notti magiche", si cantava ormai più di un quarto di secolo fa. Quella magia non è svanita tra le persone. Semmai l'attenzione degli addetti ai lavori, dei club in primis è lentamente, ma inesorabilmente venuta meno. 

Italia, pazza idea di Tavecchio: per il dopo Conte il primo ct straniero?
Così, dicevamo, perché non puntare sull'usato sicuro? Magari all'estero? I nomi non mancano di certo. Pensiamo a un certo Tabarez, uno che mastica il calcio come pochi. O van Gaal, da tutti considerato un maestro. Un loro approdo a Coverciano farebbe discutere, in molti lo vedrebbero probabilmente come un segno di resa. "L'Italia che insegnava calcio nel mondo - direbbero in tanti - si ritrova ad essere guidata da un non italiano". Zaccheroni ha guidato la nazionale giapponese, Capello quella russa. Sono solo esempi molto recenti. Ora potrebbero invertirsi la rotta. Oltre ai due citati ci sono altre alternative, compreso un certo Garcia allontanato da Roma, ma apprezzato da chi sottolinea ancora oggi i suoi due secondi posti consecutivi in giallorosso. C'è poi Benitez, reduce sì da due esperienza poco positive a Napoli e Madrid, ancora un certo Terim che ha fatto bene dovunque è stato chiamato ad allenare. Suggestioni? Forse. Ma sono sempre meno quelli pronti a credere in un Donadoni bis (più probabile finisca al Milan) o in un incarico a Fabio Capello che ha già escluso questa ipotesi. 
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